Bombardati dalle cattive notizie, invasi dalla cronaca nera, vogliamo provare a guardare la realtà con occhi nuovi. Ma ci sono ancora buone notizie? Senza buone notizie non c’è Pasqua.

di Walter Magnoni

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Con quale sguardo cogliamo la realtà che ci circonda? Da cosa sono colpiti i nostri occhi? Quali notizie si sono impresse nella nostra mente?

L’anno si è aperto con il sangue a Parigi ed è proseguito con tanti fatti di cronaca nera, non ultimi i fatti di Tunisi e il pilota che decide di schiantarsi sulle montagne con un aereo pieno di persone.

In mezzo a questi fatti noti, vi è la faticosa esistenza di tanti anziani soli, lo sconforto di chi non trova un lavoro e l’impotenza di chi si vede licenziare. Vi sono poi le cronache politiche, gli arresti per corruzione che attraversano tutta la penisola, isole incluse. Penso alla vicenda di Mafia capitale, all’arresto di Roberto Helg – presidente della Camera di commercio di Palermo – sorpreso mentre intascava una tangente, così come più di un sindaco è finito in prigione sempre per attività illecite.

Se allarghiamo lo sguardo sul mondo, vediamo come la paura legata al terrorismo si è diffusa a macchia d’olio e l’aumento dei controlli in tanti luoghi strategici quali Aeroporti, Stazioni Ferroviarie, Chiese significative e altri luoghi considerati “obiettivi sensibili” segna un clima in cui muoversi diventa sempre meno agevole.

Quali sono le buone notizie?

In vista della Pasqua vorrei lanciare a tutti la proposta di attraversare le strade in cui viviamo con occhi attenti a scrutare i segni del bene. Piccoli gesti che non finiscono sui giornali, ma che costruiscono la Polis, sono quelli da scorgere e far conoscere affinché la fiducia non venga meno.

Il rischio, infatti, è quello di lasciarsi prendere dallo sconforto e di cedere al pessimismo. “Tutto va male”, “Questo mondo è proprio brutto”, “Non c’è futuro”: sono solo alcune delle espressioni – e neppure le più tragiche – che escono dalle nostre bocche.

Io ho la fortuna di girare per la Diocesi e non solo e spesso rimango sorpreso da tante iniziative di bene presenti. Le persone che incontro sono spesso generose, altruiste, capaci di rinunce per condividere con chi è nella fatica.

Durante l’ultima Giornata della solidarietà sono rimasto positivamente colpito dalle testimonianze dei tanti giovani presenti e dal loro desiderio di costruire una società più bella e ho avuto la stessa percezione condividendo un laboratorio sui temi del lavoro con alcuni giovani della Diocesi.

Ho la fortuna di condividere i pasti e la preghiera con alcuni confratelli coi quali vivo e resto sempre edificato dal loro impegno pastorale. Inoltre vedo il lavoro dei giovani dell’azione cattolica di prossimità ai poveri. L’esperienza di 3P (Pane, poveri, Parola), ovvero l’andare al mattino presto a dare un pezzo di pane ai poveri che vivono nelle strade del centro di Milano, è uno dei segni di speranza che mi fanno dire: il bene esiste e ha volti concreti.

Gesù sapeva vedere il bene nascosto, in particolare un giorno nel gesto di una povera vedova che offre due monete, aiuta i suoi discepoli ad aprire gli occhi per capire che quella donna stava donando tutto quello che aveva per vivere.

Abbiamo urgente bisogno dello sguardo di Gesù, allenato a scovare il bene non pubblicizzato, e a raccontarlo al fine di contagiare altri a vivere così.

Vangelo significa appunto Buona notizia e il centro sta in un fatto decisivo: la Pasqua di Gesù!

Questa è la vera grande notizia, la sconfitta dell’ultimo “pungiglione del male” e la vittoria della Vita sulla morte.

Raccontare questa Notizia significa coltivare percorsi di speranza che generano fiducia e aiutano a superare le tante paure che ci abitano.

Se impariamo a raccontare buone notizie osservate dai nostri occhi nella quotidianità dei giorni, potremo narrare anche la grande Notizia che Gesù e risorto.

Dalla Pasqua nasce la chiesa e con essa l’impegno dei cristiani nella società.

Perché come dice bene Papa Francesco: “Il Kerigma ha una dimensione ineludibilmente sociale”.

Raccontiamo buone notizie e sarà ogni giorno Pasqua, perché ogni buona notizia è la vittoria del Bene sul male.