Il mito di una libertà fatta in assenza di vincoli dietro il duplice omicidio a Pontelangorino nel basso ferrarese

di Walter MAGNONI

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Vi è un’illusione ottica che si produce nel cuore delle persone, soprattutto in giovane età ed è il mito di una libertà fatta di assenza di vincoli. È l’idea folle di poter fare tutto quello che si vuole senza dover rendere conto a nessuno.
Questa è la radice, a mio avviso, del piano malefico di uccidere i genitori, in particolare la madre, sentiti come vincolo soffocante dall’adolescente di Ferrara.
Se non ci saranno più i miei genitori, con tutte le “menate” che mi fanno per la mia poca voglia di andare a scuola, io potrò volare libero sulla mia moto. Finalmente vivrò!
Oggi l’inganno appare profondamente chiaro. Dopo averli uccisi, questo ragazzo si ritrova in una stretta e maleodorante prigione di quelle che l’Italia ben conosce. La moto, i bar e tutti i divertimenti agognati sonon svaniti poche ore dopo un atto che mostra il suo volto bruto.
Ma in questa storia c’è anche l’amico, il complice, colui che anziché avere il coraggio di dissuadere l’azione criminale, si è lasciato sedurre dalla promessa dei soldi e forse anche di altri progetti comuni. Pare sia stato Manuel – questo è il suo nome – a infierire i colpi mortali su persone colte nel sonno dopo una delle innumerevoli giornate di lavoro.
Come sempre ascoltiamo e leggiamo le testimonianze della gente, che non poteva immaginare atti così violenti dai ragazzi del posto. Certe azioni si pensa possano farle solo i barbari e non si può accettare che invece siano state generate proprio in quel territorio da ragazzi affetti da una quotidianità annoiata.
Inutile dire che la sfida urgente sia quella educativa. Solo chi scopre un senso alla sua vita e riconosce gli inganni della liberta ab-soluta (sciolta da ogni legame), può imparare l’arte della responsabilità.
Ha ragione il Papa: il conflitto è inevitabile, ma va risolto su un piano superiore. Uccidere non è mai la soluzione del conflitto.
La sfida educativa si gioca nell’imparare ad affrontare i conflitti e risolverli scoprendo negli altri non ostacoli da abbattere, ma alleati con cui crescere insieme.
Investiamo nell’educazione dei desideri, nel vivere sognando cose belle e ne guadagneremo tutti.
È un lavoro di tutti che non si vede, ma se manca, gli effetti sono disastrosi, come a Ferrara.