Il Centro di raccolta solidale a Lodi, la rete per il diritto al cibo

di Andrea Bruni
Direttore uff. pastorale sociale della Diocesi di Lodi

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Nato nel 2014, il Crs ha sede nel capoluogo ma serve tutto il territorio. Caritas, enti locali e associazioni in prima linea, 2000 famiglie sostenute, oltre 1300 pacchi di cibo fresco distribuito in ottobre. L’esperienza ora vuole allargarsi ad altri centri lodigiani

 

Oltre 1200 pacchi di cibo fresco ogni mese, dieci tonnellate di alimenti a lunga conservazione acquistati, circa 1800 famiglie coinvolte. Senza contare i rifornimenti alle comunità, mense del povero e case di accoglienza.

Sono i numeri del Crs, il Centro di Raccolta Solidale per il diritto al cibo, che da oltre un anno è aperto a Lodi e serve il territorio in uno dei bisogni essenziali delle persone, l’alimentazione.

Nella sede di via Pace di Lodi, quartiere ‘Fanfani’, si presentano ormai singoli e famiglie provenienti da più di 25 comuni del Lodigiano, che danno corpo e senso al progetto nato allo scopo di migliorare il sistema di raccolta e distribuzione del cibo donato, promuovendo una rete territoriale di solidarietà. Promotori ne sono la Caritas diocesana, gli enti locali – provincia e comune di Lodi – e alcune associazioni del privato sociale radicate nel tessuto locale. 

Il progetto è cresciuto poco alla volta, tanto che ad ottobre 2015 sono stati distribuiti 1371 pacchi di cibo fresco, l’equivalente di 10 tonnellate e un valore medio di tre euro al chilo. Per il cibo a lunga conservazione le quantità distribuite sono pari al fresco, anche grazie ad una raccolta dall’esito straordinario cui hanno partecipato tredici supermercati.  

La rete che poco alla volta si è costruita e allargata, attorno al nucleo dei promotori, ora si appresta ad entrare in una fase più matura, quella del consolidamento.

Due i fronti su cui si sta lavorando: da una parte gli alimenti a lunga conservazione, distribuiti a quasi 1800 famiglie, dall’altra il cibo fresco che ne serve circa 350. Qui si gioca una sfida importante per gli operatori del Crs, proporre accordi per il recupero delle eccedenze agli esercizi commerciali di vicinato e alle aziende. Perché il progetto cresce, insieme ai bisogni.

Oggi i servizi per gli indigenti – docce, dormitori e mense –  sono concentrati nel capoluogo: la mensa gestita dall’associazione Progetto Insieme, a pranzo e cena, serve quasi 40 persone, di cui metà italiane, il dormitorio ha 24 posti letto. Importante è anche l’esperienza dell’housing sociale, con 20 appartamenti assegnati a famiglie in difficoltà. A fronte di esigenze che aumentano, l’obiettivo è decentrare almeno la distribuzione del cibo, aprendo altre piattaforme. Si partirà a Casalpusterlengo, grazie ad un finanziamento della Fondazione Comunitaria della Provincia di Lodi, e a San Colombano, valutando a livello progettuale la possibilità di aprirne uno anche a S. Angelo Lodigiano.

I progetti possono essere sostenuti anche con donazioni in denaro, deducibili e detraibili dalla dichiarazione dei redditi, sia per le persone fisiche, sia per le aziende. Un modo in più per essere concretamente solidali.