Inizia la stagione con una personale di Arianna Scommegna e un imperdibile appuntamento con Giuliano Pisapia

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“1996-2016. Vent’anni. ATIR compie vent’anni.
Che cos’è ATIR?
Oggi come ieri. E’ l’idea che “noi è di più che non “io”…
E’ arte pop di qualità.
E’ una “bottega” di artisti e maestranze.
E’ trasversalità continua, inclusione, comunità”

(Serena Sinigaglia, direttrice artistica di ATIR Teatro Ringhiera)

Atir (Associazione teatrale indipendente per la ricerca)  festeggia vent’anni di attività della compagnia e quasi dieci da quando ha trovato casa al Teatro Ringhiera, in via Boifava 17.
Un luogo di accoglienza, di inclusione, in cui il “fare teatro” si unisce al “fare comunità”, in un quartiere a volte difficile, periferico, poliedrico, in cui ATIR ha saputo mettere radici, abbinando il lavoro di artisti professionisti alla passione e all’urgenza della richiesta delle persone del territorio: bambini, anziani, cittadini, persone portatrici disagio di varia natura.
Tutti insieme per raccontare storie, per riunirsi intorno alla magia del palcoscenico per ricucire, plasmare, seminare…

La stagione 2015/2016 si apre con una festa: una personale di Arianna Scommegna, attrice storica della compagnia, insignita del prestigioso premio UBU come miglior attrice italiana la scorsa stagione.
Quattro spettacoli, quattro monologhi, in cui potersi lasciare sedurre dalla sapienza interpretativa di Arianna che spazia da storie di periferia milanese (Potevo essere io dal 27 novembre al 1 novembre e Qui città di M. dal 3 al 8 novembre) all’impero romano (Cleopatràs 11 e 14 novembre) fino ad arrivare alla figura della Madonna, che incontriamo nella complessità della lingua di Giovanni Testori con Mater Strangosciàs (dal 12 al 14 novembre).

Spettacolo di punta della personale è indubbiamente Qui città di M., un vero e proprio giallo scritto da Piero Colaprico ad hoc per Arianna Scommegna, che interpreta ben sette personaggi differenti.
“Qui città di M. siamo noi, le nostre paure, il grigio dell’asfalto, i fantasmi di chi non c’è più, la paura del diverso, del traffico, della bomba, dello smog, del buio, il disagio di chi vorrebbe il sole e il mare e trova solo nebbia e idroscalo, ma soprattutto la gente, sì, quelli che ogni giorno si domandanoche cosa ci stanno a fare in questo schifo di città di M. e poi…ci restano, incollati, imperterriti anzi agguerriti, alla ricerca di un sogno che forse li potrebbe salvare…o forse, invece, uccidere…” (Serena Sinigaglia).

Momento fondante dell’inaugurazione della stagione sarà la serata del 4 novembre dove, al termine dello spettacolo, sarà presente Giuliano Pisapia per una chiacchierata sulla città di Milano a partire dal suo libro di recente pubblicazione “Milano città aperta”, insieme a Piero Colaprico, che coordinerà la serata.
L’incontro sarà il primo di una serie di momenti nel corso di tutta la stagione, in cui sarà possibile dialogare con autori di spicco intorno ad alcune tematiche di attualità affrontate negli spettacoli programmati.