Un libro sull’attualità del presepe dove Gesù nasce per «i pastori di oggi». Prefazione di Gianni Borsa

Presepi

Torna a parlarci di presepi e umanità, Silvio Mengotto con un nuovo libro dedicato a storie personali di gente comune. L’Autore «ci guida – dice Gianni Borsa – alla festività cristiana con penna leggera, gradevole, intelligente, leggibilissima. Non un saggio, non un racconto, non un testo biblico o teologico: piuttosto pagine di vita, di ricordi, intrise di attualità, ispirate al vangelo, raccontate da chi bada al messaggio più vero».

Scrive l’autore: «I nostri Natali sono diventati ciechi, tristi, noiosi, ripetitivi perché non aspettano nessuno, solo regali! Natali chiusi, bloccati all’imprevedibile, allo straordinario gioco di un Dio bambino ricco che nasce povero in una mangiatoia
nella periferia della Palestina». Molte le citazioni e numerosi i personaggi noti richiamati: David Maria Turoldo, Primo Mazzolari, Tonino Bello, Adriana Zarri, Pier Paolo Pasolini, don Luigi Ciotti, fratel Enzo Bianchi, Erri De Luca. Tra questi anche un biglietto del giovanissimo liceale Marco Garzonio dove parla del presepe, donato al suo insegnante di religione don Giovanni Barbareschi.

«Il presepe – dice Gianni Borsa – è per i poveri della terra, per questo Gesù viene sempre!». Silvio Mengotto torna a scrivere della Natività e del presepe come aveva fatto anni fa con il suo bel volume Angeli a Natale. Le pagine che forse più caratterizzano questa opera sono quelle dedicate ai “pastori di oggi”, ai nuovi personaggi del presepe di Betlemme: i poveri, i rom, i rifugiati, i senzatetto, che abitano per le strade di Milano o alla Stazione Centrale, in qualche angolo buio della metropoli o lungo i binari delle Ferrovie Nord o in altri luoghi, nascosti agli occhi dei più, «perché non c’era posto per loro nell’albergo». Gesù, coccolato da Maria e Giuseppe, nasce ancora, nasce – fa intendere Mengotto – prima di tutto per i pastori di oggi»