Alla vigilia dell’apertura dell’anno della misericordia il Cardinale di Milano ha proposto un’impegnativa, ma profonda riflessione sul complesso intreccio tra giustizia e misericordia

di Walter Magnoni

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L’occasione è quella dell’anno della misericordia, ma la riflessione affronta questioni complesse e di grande attualità come la situazione delle carceri e la sfida delle migrazioni.

In una Basilica di Sant’Ambrogio gremita di amministratori pubblici e fedeli, il Cardinale Angelo Scola ha analizzato il delicato rapporto tra misericordia e giustizia mettendo in evidenza sia l’esigenza di giustizia, sia i limiti di quest’ultima. Dopo aver sottolineato come Gesù Cristo sia il volto della misericordia del Padre, al binomio tra giustizia e misericordia Scola ha aggiunto un terzo termine: conversione.

Infatti, l’Arcivescovo sostiene che: “l’uomo in ogni atto deve fare propria questa scelta di un continuo impegno di conversione e di ripresa”.

Come imparare l’arte del perdono? La famiglia è il primo luogo dove apprendere sia la misericordia (attraverso il principio di gratuità) che la giustizia. “Per lo sviluppo equilibrato della persona, della comunità cristiana e della società è essenziale che tutti possano fare esperienza e imparare fin dall’infanzia la possibilità permanente di riparare il male commesso riconoscendolo e chiedendo quel perdono che apre la strada alla ripresa, figura morale adeguata”.

Altro ambito fondamentale è quello della Costituzione italiana. Su questo punto sono davvero interessanti le considerazioni di Scola a partire dall’idea di persona dei padri costituzionali. A differenza di una visione che riduce l’uomo a mero individuo, nella Costituzione emerge la costitutiva apertura all’altro. Noi non esisteremmo senza l’altro, siamo io in relazione e facciamo parte dello stesso corpo sociale. La dignità di ogni persona è fondamentale per la visione costituzionale. Su queste premesse Scola affronta con chiarezza le urgenti riflessioni sia sul sistema carcerario che sulla questione delle migrazioni.

Un testo da leggere con calma e sul quale provare a confrontarsi in gruppo.“”