Prefazione di Dionigi Tettamanzi, Soveria Mannelli (Cz), Rubbettino, 2017 (pp. 216)

Don Eros Monti

spezzibottiani

Una raccolta di testi è sempre specchio del proprio Autore e del contesto in cui i testi stessi hanno avuto origine e hanno suscitato ascolto, provocato dibattito, edificato molti. Come afferma saggiamente il titolo, elemento unificante di questa raccolta di testi di don Mario Spezzibottiani a oltre 10 anni dalla scomparsa, vi è una tensione variamente affrontata e risolta, nel tempo, quella appunto tra “spiritualità e politica”. Potremmo dire tra il mondo dei valori etici, spirituali, quelli dotati di assolutezza e di capacità di attrarre la libertà nella direzione del suo compimento autentico, del bene comune perché mai soltanto mio, e la vicenda storica dell’umanità, in particolare della vita sociale e politica, con la complessità, la fragilità e le continua mutevolezza che la caratterizza. Una tensione che si sviluppa lungo l’intero arco storico del cristianesimo, attraversando momenti interpretativi dialettici (si pensi al paradigma delle “due città” agostiniane, in netta contrapposizione, ripresa poi in altro contesto dalla modernità), come pure fasi in cui ogni elemento può essere colto entro un tutto, una sintesi, una unitarietà armonica: basti citare, per tutte, la tradizione tomista, di cui l’impianto stesso della recente dottrina sociale della Chiesa è ampiamente debitrice.

I testi raccolti qui mostrano a mio avviso ampia consapevolezza di questa tensione, mai del tutto eludibile, ma anche la possibilità (l’unica autentica!) in grado di superarla: fondare e perseguire una spiritualità autentica della vita politica, il che esige persone coerenti, disposte perennemente alla ricerca del bene di per se stesso e a giocarsi la vita per questo; disponibili al dialogo non finalizzato a immediati quanto sterili compromessi, ma a ricercare le vie e i punti più alti possibili di incontro; pronte a vivere l’impegno sociale e politico non come occupazione, ma come vocazione e missione. In altre parole, occorre superare drasticamente, ma soprattutto già in partenza, le separazioni di cui fin troppo ha sofferto e soffre tuttora la vita politica, anche in contesto credente: quella tra decisioni individuali e scelte sociali; quella tra politica in senso istituzionale e vita reale dei cittadini; quella, ultima, tra il credere e l’agire in contesto sociale e politico. Grazie, don Mario, anche per questa lezione di fede e di vita, da cui ancora adesso possiamo continuare ad attingere e imparare.