È uscito il terzo volume dell’opera omnia del Cardinal Martini, un testo dove emerge il pensiero sociale del grande Arcivescovo di Milano

Walter Magnoni

carlomariamartini

194 testi scanditi nell’arco temporale degli oltre vent’anni di presenza di Martini a Milano. S’inizia con l’omelia ai funerali del giornalista Walter Tobagi e si conclude con il discorso al Comune di Milano del 28 giugno 2002. Si possono leggere i numerosi interventi del Vescovo milanese alla Veglia dei lavoratori. Nel 1982 alla fine dell’estate Carlo Maria Martini invia un messaggio alla Diocesi in cui esprime la sua preoccupazione per la crisi del mondo del lavoro in atto. «Ogni giorno giunge la notizia di nuovi licenziamenti e di record superati nell’accumulo di ore di cassa integrazione. […] Le nostre comunità non possono rimanere estranee a queste problematiche: infatti molti lavoratori, che sono anche nostri fedeli, vivono il dramma di questi processi sociali. […] La comunità cristiana, animata e orientata dal Vangelo, non può esimersi dal suo compito di solidarietà e giudizio» (pagine 125-126).

Raccogliere tanti testi è opera difficile, pur apprezzando il grande tentativo attuato, segnaliamo l’assenza di un testo fondamentale, la lettera alla Diocesi del 17 febbraio 1982 dove il Cardinale per rispondere al problema della disoccupazione attivava il “fondo di solidarietà” che è ancora attivo in Diocesi e dietro al quale si è indetta la Giornata della solidarietà (si può comunque leggere questo testo in AA.VV, Affrontare la tempesta con serenità e con forza, Centro Ambrosiano 2014, 75-79).

Martini è intervenuto più volte con discorsi aventi per oggetto la città. Tra i più significativi la meditazione penitenziale con la croce di San Carlo del 20 aprile 1984. Rievocando la peste accaduta ai tempi del Borromeo, Martini ricorda «altrettanti mali, altrettante pestilenze che affliggono le grandi metropoli moderne» (pagina 198) e ne spiega tre: la violenza, la solitudine e la corruzione. È uno dei tanti testi che si possono meditare cogliendone ancora l’attualità del messaggio.

Un altro passaggio fondamentale del periodo in cui Martini guidò la Diocesi meneghina fu il convegno “Farsi prossimo”. Molto significativa è lettera del Vescovo a seguito del convegno (pagine 487-493) dove si parla della “carità cosiddetta politica, che stimola a mettere le proprie forze al servizio del bene comune per la costruzione della città insieme con tutte le forze vive e operanti in essa». Bisogna riconoscere come da queste riflessioni condivise trovi avvio tutto un percorso di formazione socio-politica.

L’approccio di Martini ai temi è spesso ancorato alla Parola di Dio e al Magistero sociale e questo gli consente uno sguardo originale e profondo in grado di aprire nuovi spiragli.

Considero questa raccolta un prezioso dono a tutti coloro che vogliono riflettere sui temi dell’etica, della giustizia, del lavoro, dell’educazione e hanno la passione per la città dell’uomo.

Si tratta di quasi 2000 pagine, ma ciascuno può scegliere quali testi gli appariranno più suggestivi e da lì può partire. Io suggerirei d’iniziare proprio dalla fine: «Paure e speranze di una città». Nell’anno in cui abbiamo suggerito di provare a immaginare i passi per una città solidale, questo testo è una miniera di spunti davvero utili a ogni cercatore del bene comune.