Una raccolta di poesie, in cui l'autore prende spunto da personaggi della Bibbia

1-101452

Considero Erri De Luca un artigiano della parola, un uomo che ha il dono di trovare immagini suggestive e capaci di dire in una frase contenuti profondi.

L’ultimo suo testo in prosa (Storia di Irene) non mi era piaciuto molto a differenza di altri testi amo come: i pesci non chiudono occhi; Solo andata;  Non ora, non qui; Montedidio;

Il contrario di uno; Tu, mio e altri ancora.

Devo dire che questa raccolta di poesie, in cui De Luca attinge con abbondanza da personaggi della Bibbia, presenta dei versi di grande bellezza.

Riporto parte di una poesia che s’intitola “Economia del dono”:

 

 

«Questo è il mio pane»

disse il donatore di se stesso.

La cena era la Pasqua

e la città in collina.

Offriva il pane di se stesso

alla corrente delle generazioni.

«In molti giorni lo ritroverai»:

ecco l’innumerevole rimborso,

il dono di un momento

che torna molte volte in molti giorni.

Così fu scritta a cuore calmo e tiepido

la sovversiva economia del dono

offerto a spargimento,

restituito a scroscio.

Scompiglio e dismisura

della partita doppia dare/avere,

pareggio di bilancio gambe all’aria

con l’avvento del gratis, della grazia,

lo spariglio infallibile

su cui si regge il mondo.