Un libro edito a fine dicembre dello scorso anno dalla casa Editrice Robin Edizioni che raccoglie centotrentasette “piccoli scritti quotidiani” a cavallo tra il 2000 e il 2001

Recensione di Moreno ROGNONI

Copertina Biannario

L’autrice è Nicoletta Magnani, emiliana di Reggiolo, nata nel 1972, laureata in Architettura al Politecnico di Milano, vive a Varese.
Nicoletta è pittrice (i suoi quadri sono presenti in mostre personali e collettive) e artista multimediale.
Nicoletta è musicista (flauto traverso e violoncello), autrice dei testi e voce di ANGELΪCA MENTE: nel 2014 il doppio album “Inverno Rosso – Inverno Blu” è stato nominato alla prestigiosa Targa Tenco nella Sezione Miglior Opera Prima.
Nicoletta scrive da sempre; “BIanNARIO” è il suo primo libro edito (in edizione cartacea disponibile nelle librerie, su Amazon e IBS, in Ebook e al sito della Casa Editrice) e tra i lettori sta riscuotendo un sincero interesse per la forma, originale ed unica nel suo genere, e per il contenuto, ricco di spunti poetici e rimandi ad un vivere quotidiano dell’autrice che, nel leggerla, si fanno di ognuno di noi perché i temi dell’attesa, dell’amore, del ricordo, del desiderio sono di tutti.
Prose poetiche che “insistono” con un personale stile paratattico; brevi frasi che si alternano come pennellate impressionistiche. Come un’eco, che si propaga nei cunicoli di un’anima che ama. Cerchi concentrici, che man mano si allargano, si fanno più indefiniti.
Sensazioni che si fanno pensieri e si trasformano in versi dove rime ed assonanze si rincorrono dando ritmo poetico al testo e senso compiuto a bagnare e dissetare le pagine di un quasi diario.
Un diario di pezzi di vita che è un flusso dell’anima; giorni di un calendario in cui le date reali diventano pretesto per raccontarsi il perpetuarsi di attese, di una tela tessuta di giorno e disfatta di notte, di minuti che cadono come gocce da un cielo scuro.
Un mondo femminile fatto di pause d’esistenza. Racchiuso. Concluso. Mai fine a se stesso. Un universo senza soluzione. Non rassegnato. Semmai consapevole. Un monologo interiore, scavato nella realtà ma che amplifica immagini liriche, deliri onirici, sensuali voglie di donna. Intimità dense messe a nudo, nelle quali l’anima si con-fonde con il corpo e l’amore con la sua impossibilità. Minuti sospesi. Ma vissuti. Di colori e suoni che cadono dal cielo dei giorni con una pioggia di parole, picchiettando sulla vita col rumore di piccole rime.
“BIanNARIO” è questo. Ma, come ogni opera poetica, soprattutto un incessante, sempre presente, necessario bisogno dell’artista di lasciare fluire dal proprio corpo, in una scrittura ordinata, rigorosa, essenziale, elegante, raffinata, tutte le intemperie e le mareggiate ma anche i giorni pieni di sole e i venti di bonaccia.
“BIanNARIO” è il diario di un cuore sensibile e percettivo.
Un diario che, nel volgere della sua lettura, sempre più si trasforma in una poetica epistolare: lettere scritte e mai spedite ad un destinatario reale che rimane sconosciuto ma che è presente in molti dei versi dove l’io dell’autrice si scioglie in un “tu” al quale si rivolge.
Le cose del mondo, le presenze che si fanno assenze, le assenze che si fanno presenze, i ricordi di tempi che rimangono incompiute di un vivere sospeso tra memorie e desideri in BIanNARIO si rincorrono tra i versi nei quali, come nell’atto poetico più puro, si toccano corde esistenziali che ci appartengono. E che, nella scrittura di Nicoletta, mai banale e mai autoreferenziale, sono messe a nudo senza alcun artificio.
Un libro che amerete. E al quale riandrete. Cercando l’anima bella di Nicoletta Magnani. E, forse, trovando la vostra. Nelle parole che, come una melodia musicale, si fanno respiro e suono e diventano parte di un tempo nostro. Lontani dai rumori del mondo. Perché, per dirla alla Leopardi: “Poesia è il risonar del dire oltre il concetto”.

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