Ci ha lasciati ieri Mons. Angelo Sala, che per 10 anni è stato a fianco del cardinale Martini, a partire dal 1982, come responsabile della pastorale del lavoro. Una vita sacerdotale spesa sul fronte dei poveri e dei lavoratori, sempre pronto a progettare, stimolare, lanciare messaggi a chi incontrava sul suo cammino. Lo ricorda così Francesco Brugnatelli, oggi avvocato, all’epoca suo collaboratore laico in Curia

di Francesco Brugnatelli

monssala

Erano gli anni a cavallo fra fine anni 80 e inizio anni 90.

Tramite il mio impegno nella Gioventù Operaia Cristiana ero venuto a contatto della Pastorale del Lavoro di Milano che aveva organizzato un convegno per la giornata della solidarietà proprio su giovani e lavoro. Si decise di mettere insieme un po’ di realtà (inclusa la Fondazione Clerici) per fare un lavoro di ricerca indagine fra i giovani di ambiente operaio e popolare e io fui chiamato a coordinarlo presso l’ufficio di Pastorale del Lavoro che all’epoca era in via Sant’Antonio ma sul lato opposto dell’attuale Centro Diocesano. Erano saloni enormi (quanto di meno funzionale a un ufficio) ma le persone che incontrai lì riempivano con la loro umanità: don Sandro Pellagatta, don Giulio Vigano’ e il responsabile, don Angelo Sala (divenne Monsignore più avanti e lo prendevamo bonariamente in giro per questo titolo).

Il lavoro era frenetico: da un lato le richieste di contatto dal mondo del lavoro e sindacale (l’Alfa Romeo all’epoca era una realtà ancora viva e pulsante) erano all’ordine del giorno, dall’altro c’era l’impegno a organizzare anche a livello zonale e decanale la pastorale del lavoro. Don Angelo era infaticabile, sempre in giro a fare incontri o a preparare incontri e veglie del Card. Martini (per il quale aveva una venerazione assoluta), che poi spesso accompagnava. Era una persona molta preparata, capace di stare fra gli operai e di dialogare con tutti. Ma il tratto che lo distingueva era la sua bontà. Sorrideva molto, scherzava, amava rilassarsi con un sigaro, si faceva bonariamente prendere in giro per la sua Inter. Ironia della sorte, quest’anno che lo scudetto è ormai vicino, i festeggiamenti li dovrai fare dal cielo.

Carissimo, don Angelo, Ti ricordiamo tutti con molto affetto e gratitudine per il tuo impegno per i lavoratori, i più poveri e per la diffusione del Vangelo.