Le risorse non sono inesauribili, occorre evitare gli sprechi

Walter Magnoni

stramilano

Voglio solo abbozzare una piccola riflessione che mi è nata a margine dell’ultima Stramilano. Premetto che è solo un pensiero teso a evocarne altri e più approfonditi.

Ho corso la mezza maratona e a fine gara ero contento e mentre bevevo pensavo a quel corridore davanti a me che dopo aver sorseggiato un po’ d’acqua nella bottiglietta ed essersi poi bagnato la testa con la stessa acqua, aveva buttato a terra una bottiglia contenente ancora del liquido potabile. A onor del vero, almeno tra i corridori col mio passo, ho visto che in generale ci si passava la bottiglia e la si buttava via solo quando tutta l’acqua era esaurita.

Ho poi scoperto che in tanti dopo di noi sono rimasti senz’acqua ai rifornimenti e hanno sofferto la sete favorita da una giornata calda.

Cosa c’entra questo fatto col nostro tempo?

A me pare che senza una seria riflessione sulle pensioni, i giovani di oggi vivranno un’esperienza simile ai podisti senz’acqua della Stramilano. Arriveranno all’età del ristoro e non troveranno più la pensione per cui hanno versato i contributi.

Allo stesso tempo anche la sanità mostra il rischio che chi non può permettersi visite private, debba arrivare al traguardo per trovare un po’ d’acqua perché i tempi di attesa sembrano sempre più lunghi.

Cosa fare? Di chi è la responsabilità?

Come per la Stramilano è inutile nascondere che l’organizzazione ha compiuto degli errori: primo fra tutti usare bottigliette anziché bicchieri. Un bicchiere riempito a metà è sufficiente per ogni corridore e si evita il brutto gesto del buttar via acqua. Ma anche chi al ristoro si porta via una bottiglia e dopo aver bevuto un goccio la butta a terra ha delle responsabilità. Io ho sempre offerto l’acqua presa ad altri e sempre ho trovato una mano pronta ad accoglierla con un grazie. Addirittura in un caso la bottiglietta mi è tornata con ancora un po’ d’acqua e l’ho bevuta con gusto.

Fuor di metafora penso che lo stato debba organizzare in maniera oculata la distribuzione delle risorse e che i cittadini abbiano la responsabilità di evitare gli sprechi.

Insomma tutti siamo responsabili di tutti!

C’è un’organizzazione dei beni pubblici che chiede di essere ripensata al fine di garantire a tutti l’accesso alle risorse fondamentali e al contempo vi sia un’azione dal basso tesa a non approfittarsi della disponibilità offerta accaparrandosi anche di ciò che non è strettamente necessario.

È bello correre ed è vero che la corsa è metafora della vita, però dobbiamo farlo bene e con attenzione a tutti.

Pensare a chi viene dopo di noi è arte da apprendere sempre!

La solidarietà, la sobrietà e la sussidiarietà sono valori sia per la corsa che per il bene della società.

Vivere e correre con responsabilità rende l’esistenza più bella per tutti.