E’ possibile che le persone possano votare con consapevolezza su una materia così complicata?Per tale ragione, come Pastorale Sociale, ci siamo mossi al fine di aiutare ciascuno a conoscere il testo della riforma referendaria per poter valutare in piena e consapevole libertà se tale proposta sia degna di essere approvata o se vada respinta.

di Walter Magnoni

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Tutti ne parlano, ma la materia su cui si andrà a votare è tutt’altro che semplice e lineare. Non essendo riusciti a trovare un accordo in Parlamento si è reso necessario ricorrere al referendum costituzionale per modificare un testo nato dopo il secondo conflitto mondiale del secolo scorso.

La Costituzione italiana sorse sulle ceneri della guerra e il desiderio di tutti i padri costituenti fu quello di offrire un testo in grado di garantire pace tra le persone. Ne scaturì una Carta di grande valore, adeguata all’Italia del dopo guerra e capace di dare un senso di unità alle persone.

Negli anni però divenne utile immaginare delle modifiche ad alcuni articoli della Costituzione per rendere più agile la custodia dei medesimi valori. Anche la proposta che andremo a votare vorrebbe muoversi in senso migliorativo. Su quest’ultimo punto però troviamo forti divergenze tra gli studiosi: alcuni sostengono che finalmente questa Riforma snellirà il percorso legislativo e renderà più semplice l’amministrazione; altri al contrario vedono solo un peggioramento della situazione e si oppongono con fermezza adducendo le ragioni del no.

Ho letto e riletto il testo e francamente riconosco la difficoltà di divincolarsi tra le questioni che vengono messe in campo. La prima domanda che mi sono posto è stata: ma è possibile che le persone possano votare con consapevolezza su una materia così complicata?

Per tale ragione, come Pastorale Sociale, ci siamo mossi al fine di aiutare ciascuno a conoscere il testo della riforma referendaria per poter valutare in piena e consapevole libertà se tale proposta sia degna di essere approvata o se vada respinta.

Il nostro auspicio è che le persone provino ad andare oltre la propria appartenenza politica e si chiedano: questo testo è di aiuto per il buon vivere democratico? Quali sono le migliorie e quali i punti deboli?

Malgrado all’inizio la questione sia stata posta come un voto pro o contro Renzi, noi crediamo che il criterio ermeneutico debba vertere sul merito della proposta e non sulle persone che l’hanno scritta.

Il nostro compito è dare strumenti per capire e i tanti dibattiti (peraltro molto partecipati) che abbiamo favorito sul territorio vanno in tale direzione. In coscienza ciascuno deciderà se votare si o no. Da parte nostra gioiamo per la grande attenzione del mondo cattolico a questa fase politica e riconosciamo un buon auspicio per un ritorno dei cattolici dentro la cura della polis.

Quello che è mancato in questi ultimi anni è stata proprio la voglia di capire e d’impegnarsi per rendere più bella la nostra casa comune. Forse, anche come cattolici, abbiamo mancato di speranza.

Dopo il 4 dicembre, qualsiasi sarà il risultato, continuerà il lavoro di costruzione di una società a misura d’uomo.

Dopo il 4 dicembre continueremo ad avere difficoltà lavorative e sarà necessario lo sforzo di tutti per immaginare strade nuove.

Dopo il 4 dicembre avremo un ambiente ancora inquinato dove non sappiamo come riciclare i tanti rifiuti. L’ecologia integrale, che tiene insieme ambiente e società, continuerà ad essere una sfida per tutti.

Dopo il 4 dicembre persisteranno le migrazioni di chi scappa dalla guerra, dalla fame, dai cambiamenti climatici e sarà importante un lavoro sinergico di tutta l’Europa per rispondere a tanti volti che gridano la loro disperazione.

Dopo il 4 dicembre non mancheranno persone in difficoltà per il terremoto e non dovrà abbassarsi l’attenzione per non lasciare sole migliaia di uomini e donne che hanno perso casa e lavoro.

Dopo il 4 dicembre ci saranno ancora inidividui che cercheranno di speculare sui poveri, di alimentare l’industria dell’illegalità e di favorire logiche mafiose. Per questo il tema della giustizia e della costruzione di percorsi di riconciliazione resta una priorità.

Cerchiamo di capire cosa votare il 4 dicembre, ma non limitiamo la nostra partecipazione politica a un solo giorno. La vera sfida della politica si gioca nella quotidianità, nel territorio in cui si vive e nel lottare per un bene che raggiunga tutti senza che vi siano degli scarti.

Quale speranza muove un cristiano nel suo agire? Non dimenticare l’origine di tutto è fondamentale per non scadere nel pessimismo di chi sa solo lamentarsi e per trovare energie capaci di contagiare chi è in difficoltà. I nostri padri costituenti ci sono stati d’esempio nel credere in un futuro migliore malgrado avessero negli occhi immagini di morte ancora fresche.