Rita Borsellino: una donna vera, di grande rettitudine, risorsa della società civile interverrà all’incontro di lunedì 16 marzo organizzato dalla Cisl di Milano

di Salvatore Ciarlone
Delegato Fai Cisl Milano

1-105456

Lunedi 16 Marzo, alle ore 14.30, nella  sede Cisl di via Tadino 23 a Milano, sarà presente Rita Borsellino per un incontro dal titolo; “Una Economia Pulita per un Lavoro Pulito: una nuova primavera per Milano Metropoli?”

In attesa di incontrarla in quell’occasione, l’abbiamo contattata per una breve intervista, che vi proponiamo di seguito.

 

Rita Borsellino qual è la sua opinione sul nuovo libro intervista a Papa Francesco ‘’Questa economia uccide‘’ dove il Papa  afferma la necessità di cambiare?

 

Papa Francesco rappresenta una grande speranza, è testimone di concretezza, ci aiuta a confidare in tempi migliori. Credo che il Signore, attraverso Papa Francesco, ci abbia mandato un dono prezioso.

Questa economia è bugiarda, vendiamo le armi ai paesi ai quali poi inviamo aiuti umanitari.

 

Dopo le dimissioni di Napolitano, si parlava della scelta di una donna per la Presidenza della Repubblica; da Milano, dalla Lombardia, è partita prima in sordina e poi sempre più forte la sua candidatura  dal mondo della società’ civile e dell’associazionismo, dai giovani e da tantissime persone. Cosa ha provato?

 

Sono stata turbata, credo che sia stata una prova di affetto, non sapevo, non immaginavo. Io sono una pulce, fiera siciliana, una don Chisciotte del Sud che ha avuto ed ha la grande fortuna e l’opportunità’ di incontrare tantissimi giovani e adulti, sia in Italia che all’estero,  la nuova classe dirigente, i nuovi cittadini  attenti, curiosi, pieni di domande e di dubbi.

Mattarella ha nella sua persona tutti i valori, una grande cultura. Professore Universitario, più’ volte Ministro, Giudice della Corte Costituzionale, è una persona perbene, di grande rettitudine. Credo che per arrivare alla Presidenza della Repubblica sia necessario essere preparati ad incarnarne il ruolo;  è come se si facesse  una scuola.

 

Qual è il suo ricordo di Antonino Caponnetto?

 

Il Giudice Caponnetto è stato un grandissimo, un ulivo centenario.

E’ venuto a Palermo dopo l’assassinio di Chinnici. Ha formalizzato il pool antimafia, per Giovanni Falcone e Paolo Borsellino è stato un punto di riferimento altissimo; una roccia, un uomo di grandissima intelligenza, mai rilasciata un’intervista, sempre un passo indietro!

Dopo la morte di Giovanni e Paolo, dopo un momento di umana fragilità per l’accaduto, Caponnetto comprende la necessità e la bellezza di mettersi in gioco. (le persone, i giovani lo acclamano a gran voce).

Io Rita Borsellino, sono una sua allieva.

 

Finalmente, dopo tanti anni di silenzio complice, si può dire che le mafie hanno conquistato Milano e la Lombardia?

 

Era prevedibile, una grande delusione, una mancanza di lungimiranza!

Ho sempre visto Milano e la Lombardia come una terra operosa, vitale, creativa, esempio di grandissima imprenditorialità; un motore economico dove tantissimi cittadini onesti lavorano e si impegnano quotidianamente.

Si è fatto un grave errore a non isolare e rigettare subito le mafie e la loro presenza nel territorio. Bisognava da subito scrollarsele di dosso.

Porto un esempio: Micciche’ Gianfranco ha affermato tempo fa che intitolare l’aeroporto di Palermo a Falcone e Borsellino era un danno enorme per il turismo perché ricordava l’esistenza della mafia in Sicilia e in Italia. Ecco! Qui è la chiave: parlare delle mafie e della loro esistenza sul territorio non significa portare discredito, ma salvaguardare  la propria terra, il lavoro,  il presente e il futuro.

 

 

 

Come ha visto l’iniziativa del governatore della Banca Centrale Europea Mario Draghi per rilanciare l’economia?

 

Mario Draghi, persona preparata, affermata, carismatica e orgogliosamente italiano, ha intrapreso un’ottima iniziativa. Ma le banche italiane realmente che faranno? Metteranno al servizio delle piccole e medie imprese, delle aziende artigiane e dei singoli cittadini questa enorme, costante e continua liquidità?

 

Rita Borsellino può fare un bilancio della sua vita?

 

Ho avuto due vite, due fasi; la prima fino al 18 luglio 1992. La seconda, dopo l’assassinio di Paolo.

Da allora tutto è cambiato… la mia vita è cambiata, stravolta positivamente.

Ho continuato la sua testimonianza.

Mi chiedi un bilancio? Paolo mi ha insegnato un metodo positivo di discernimento, nei momenti bui e di sconfitta civile; fermati un attimo, pensa come era  prima e come è adesso.

Adesso abbiamo una società consapevole, che ha capito l’importanza dell’impegno civile nel volontariato, nelle parrocchie, nei luoghi di studio, nelle piazze, nel lavoro.

La separatezza, la divisione è con il livello alto, lontano dalla realtà; non solo il mondo politico ma anche il mondo della finanza, il mondo delle professioni, che invece di fare argine alle mafie, fanno affari con loro mantenendo una facciata, una maschera di legalità.

Adesso devo andare, mia figlia Marta mi sta aspettando da un po’.

 

Arrivederci, a Lunedi 16 Marzo a Milano in via Tadino 23 alle 14.30

 

Grazie Rita Borsellino

Che il Signore ti benedica sempre!