Nel Messaggio del Papa per la Giornata mondiale del 1° gennaio non solo l’appello a fermare la guerra e a favorire il disarmo, ma anche una forte denuncia dei mali moderni: corruzione, sfruttamento del lavoro, fame, schiavitù e traffico di esseri umani, abusi sui minori, tragedie dell’immigrazione e carceri disumane

1-73668

È la fraternità, senza la quale è impossibile costruire una società giusta e una pace solida e duratura, il filo conduttore del primo Messaggio per la Giornata mondiale della Pace di Papa Francesco. Il documento ha per titolo “Fraternità, fondamento e via per la pace”.
Nel testo il Papa venuto dalle periferie del pianeta leva un appello contro la guerra e le violenza e invita quanti seminano violenza e morte a rinunciare alla via delle armi. Ma è anche, e qui sta la novità, una ferma denuncia contro la corruzione e il crimine organizzato, in linea con la spiritualità ignaziana.
Alla base del Messaggio c’è appunto la fraternità, «dimensione essenziale dell’uomo», in riferimento a un Padre comune, quale suo fondamento ultimo, senza il quale non può sussistere. La radice della fraternità, si legge ancora nel testo, «è contenuta nella paternità di Dio», «una paternità generatrice di fraternità» che trasforma la nostra esistenza. Per poi sottolineare che tale «vocazione» alla fraternità è oggi spesso contrastata dalla «globalizzazione dell’indifferenza» che «ci fa lentamente abituare alla sofferenza dell’altro, chiudendoci in noi stessi».

Nel box Approfondimenti, il testo integrale del Messaggio del santo Padre.