Prima di averlo finalmente in diocesi di persona, da qualcuno Papa Francesco è arrivato prima. E più di una volta. Quest'anno, infatti, le sue parole erano già state protagoniste in diverse serate dei Dialoghi di Pace: a Seregno (MB), Valmadrera (LC), Cinisello Balsamo (MI), Novate Milanese (MI) e Giussano (MB). Successivamente lo sono state a Barbaiana di Lainate (MI) e continuano ad esserlo a Milano, Varese ed in altre sedi conferendo all'iniziativa una dimensione pienamente diocesana visto che ciascuna delle Zone Pastorali nelle quali è suddivisa la Diocesi di Milano ne ha ospitato o ne ospiterà almeno un appuntamento (in alcuni casi più d'uno). A lato l'elenco di tutte le edizioni già svolte e delle prossime in programma, elenco da tenere d'occhio: perché continuamente integrato con le nuove date che via via si aggiungono

di Giovanni Guzzi

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Nel loro piccolo, anche i Dialoghi di Pace cominciano a poter vantare una tradizione importante: quasi a compimento di una specifica (ed all’inizio non conosciuta) vocazione, sono stati ideati ed avviati nel 2007 proprio nella chiesa Regina Pacis di Cusano Milanino che il Beato Cardinal Ferrari designò “Tempio votivo diocesano per la pace ridonata all’Europa dopo la Prima Guerra Mondiale”.

Obiettivo di chi li ha ideati è portare direttamente alle persone, in forma artistica per renderne più gradevole ed agevole l’ascolto, le parole del Papa: troppo spesso travisate (non sempre in buona fede) dalle sintesi giornalistiche delle quali troppi si accontentano.

La scelta di rilanciare proprio il Messaggio per la Pace è dipesa da diverse ragioni: non è rivolto solo ai Cattolici ma all’intera umanità, a questo tema tutti sono sensibili e promuovere la pace è un obiettivo che si può condividere anche con chi si riconosce in religioni diverse dalla cristiana cattolica o non ne professa alcuna.

Questo permette di invitare in chiesa per i Dialoghi di Pace anche coloro che normalmente non sono interessati a frequentarla.

La duplice anima, ecclesiale e civile, della proposta consente infatti ai credenti di viverla come momento di preghiera, ed a chi non lo è di accostarvisi per un tempo di riflessione coerente con la spiritualità di ciascuno ma sempre rispettosa del luogo sacro nel quale si svolge.

Cosa che non sempre avviene quando le chiese si riempiono perché vi si accorre come ad una sala da concerto: ma non è il nostro caso perché i Dialoghi di Pace non sono un concerto, né un recital o uno spettacolo.

Si potrebbe dire che sono un’esperienza che si può comprendere appieno solo dopo avervi preso parte e chi l’ha fatto, come protagonista (gli artisti), come organizzatore e co-promotore (ormai innumerevoli istituzioni ed associazioni ecclesiali e civili) o dalla parte del pubblico lo testimonia dichiarando un gradimento ottimo che ne costituisce il più efficace biglietto da visita (leggi di più: Cosa dice chi c’era >>>).

La proposta dunque piace, è semplice da realizzare (per di più a costo zero) e chi l’ha ideata non ne è affatto geloso… anzi invita a copiarla chiunque fosse interessato.

A questo scopo sul sito www.rudyz.net/dialoghi sono pubblicati non solo il “copione” ma anche, e fin nei minimi dettagli, tutte le informazioni utili per chi volesse riproporre autonomamente l’iniziativa.

Invito che, in questi suoi primi dieci anni, è stato raccolto in una quarantina di edizioni grazie alle quali l’onda di pace suscitata dalla “Città Giardino” del Milanino ha raggiunto numerose località di Lombardia e d’Italia.

In molte di queste è già diventata una tradizione attesa e partecipata alla quale fanno riferimento anche territori molto estesi (è così, ad esempio nelle Zone Pastorali della Diocesi di Milano: VII – Sesto San Giovanni, V – Monza e I – Milano città, ma singole edizioni cittadine vi sono anche nella III – Lecco e nella IV – Rho).

Siccome nel 2016 si è riusciti a “festeggiare” il Decennale con 10 edizioni (l’ultima a Vimercate, significativamente in una chiesa dedicata proprio al Beato Cardinal Ferrari) chissà che nel 2017 non si potrà arrivare almeno a 11!

Degna di nota è, infine, la volontà dell’organizzazione di “approfittare” della proposta per sensibilizzare anche sui temi della Laudato si’: azione tanto più efficace quanto più “contamina” le attività ordinarie.

Dunque, per combattere la cultura dello scarto cominciando con l’evitare ogni spreco, ha riscosso ottimo successo di pubblico l’invito a portarsi da casa un bicchiere o una tazza, purché non usa e getta, nei quali sono stati serviti mate argentino – in onore di Papa Francesco – e tisane accompagnati da biscotti ed altri prodotti del Commercio Equo e Solidale.

Anche questo “corollario ecologico” dei Dialoghi di Pace verrà riproposto in diverse edizioni 2017 allo scopo di dimostrare che, con un minimo di organizzazione e per di più divertendosi, è possibile dare coerenza pratica ai grandi proclami attuando quel che soltanto pigrizia e poca fantasia possono in apparenza far ritenere impossibile o troppo faticoso da realizzare.