L’Arcivescovo di Milano incontra la Rete civica dei sindaci per l’accoglienza e la lotta alla povertà della provincia di Varese, incoraggiando l’accoglienza per piccoli gruppi e auspicando un intervento normativo che possa ulteriormente definire, chiarire e migliorare alcuni aspetti relativi al rispetto dell’umanità

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Sabato mattina gli amministratori della Rete civica per l’accoglienza e la lotta alla povertà hanno incontrato monsignor Mario Delpini, Arcivescovo di Milano. Si tratta di un gruppo di amministratori di ventidue Comuni della provincia di Varese che ha scelto di mettere in campo progetti di accoglienza di richiedenti asilo e che punta a favorire lo scambio di opinioni, materiali, buone prassi gestionali affinché l’accoglienza dei richiedenti asilo possa essere efficacemente gestita.

La Rete civica per l’accoglienza e la lotta alla povertà ritiene che la piccola dimensione del gruppo di rifugiati (circa 10) e l’adesione ad un progetto S.P.R.A.R. , con diretta gestione da parte del Comune, possano garantire vantaggi per tutti. Per chi viene accolto, che ha modo di conoscere meglio la realtà locale e ha modo di inserirsi meglio. Per chi accoglie, con la possibilità di creare un rapporto diretto e personale con persone di culture diverse, andando oltre i cliché e i pregiudizi. Per il Comune, attraverso l’attivazione di progetti di pubblica utilità, come ad esempio l’affidamento ai richiedenti asilo della pulizia di alcune strade. Per le aziende, che possono trovare personale formato e con una buona conoscenza della lingua italiana grazie ai corsi di italiano che il progetto di accoglienza prevede. Per le cooperative, che sono messe nelle condizioni di recuperare immobili inutilizzati e di dare lavoro. Ci sono poi evidenti vantaggi per tutta la collettività, perché l’accoglienza diffusa, in piccoli gruppi, evita situazioni di ghettizzazione con le conseguenti difficoltà sociali e finanche igieniche.

È una rete, quella dei sindaci per l’accoglienza, che “fa rete”: tra Comuni e Chiesa, tra cittadini e richiedenti asilo, tra aziende e territorio, perché per molti richiedenti asilo il progetto di accoglienza si trasforma poi in un’opportunità lavorativa, anche a tempo indeterminato.

Si tratta di un’iniziativa che ha trovato e continua a trovare l’incoraggiamento della Chiesa a tutti i livelli: a partire dal Santo Padre, che con una battuta ha invitato a “non mollare di un secondo” quando ha ricevuto gli amministratori in udienza generale, e prima ancora da mons. Franco Agnesi, Vicario della zona pastorale di Varese e ora Vicario Generale dell’Arcidiocesi, che per dare forza a questa azione, in un incontro con i portavoce della Rete, aveva sottolineato l’importanza di coinvolgere tutte le componenti della Chiesa locale per ottenere il massimo dei risultati.

L’incontro con l’Arcivescovo di Milano è stata l’occasione per raccontare al Vescovo questa bella esperienza fatta di concretezza, equità e coraggio, e per raccoglierne consigli e incoraggiamenti. «È stato un momento importante durante il quale gli amministratori hanno portato la testimonianza sul lavoro svolto in questi anni nelle loro Comunità – spiega Silvio Aimetti, sindaco di Comerio e portavoce della Rete -. I progetti di accoglienza diffusa sviluppati in questi anni in numerosi Comuni del varesotto sono stati un’esperienza positiva di crescita e partecipazione».

«L’attenzione costante verso le Persone che si trovano in situazioni di difficoltà siano essi stranieri o italiani ha sempre caratterizzato l’azione degli Amministratori – prosegue Aimetti -. Le considerazioni e l’incoraggiamento manifestati da Mons. Delpini agli Amministratori sono stati un importante segnale di attenzione e condivisione per il lavoro svolto in questi anni. Il comune impegno delle Istituzioni e della Chiesa nell’essere vicini e attenti alle Persone in difficoltà continuerà, auspicando un intervento normativo che possa ulteriormente definire, chiarire e migliorare alcuni aspetti relativi al rispetto dell’umanità».