Proponiamo una breve riflessione sulla realtà lavorativa nel legnanese, a cura di Mons. Angelo Cairati, dopo l’incontro con alcuni rappresentanti sindacali

Mons. Angelo CAIRATI

Legnano_S_Magno
Foto del 2019

Martedì 9 marzo noi, Parroci della Città di Legnano con i Vicari di pastorale giovanile, la responsabile decanale e cittadina della Caritas, ci siamo sono incontrati con alcuni sindacalisti. L’intento manifesto era quello di conoscere meglio la situazione della realtà lavorativa nel legnanese. In particolare ci interessava comprendere la questione dello sblocco dei licenziamenti (ora pare dilazionato a giugno) e la reale capacità degli ammortizzatori sociali in campo, di sostenere le famiglie in difficoltà. Lo sguardo attento al prossimo futuro era ed è motivato dal fatto che, già da ora, i nostri Centri di ascolto Caritas hanno visto triplicarsi le richieste di aiuto. La pandemia è calata come una mazza ferrea sull’onda lunga della crisi del 2008, che già aveva prostrato l’economia in genere e quella dei più indigenti in particolare.Oltretutto qui a Legnano vi sono anche 250 famiglie di giostrai ferme da tempo con il lavoro. L’annuncio del kerygma pasquale, della vita spesa nella forma del dono di sé, nella docile sequela del Signore Risorto, ci spinge dunque nella direzione già indicata da Paolo VI nell’Evangelii nuntiandi (1975), dove si dichiara la piena appartenenza della promozione umana al cammino dell’evangelizzazione. Nella società ‘interconnessa’ (cfr. Lardato sii), è importante, anche per noi credenti, cercare alleanze, creare legami virtuosi con tutte le realtà del Territorio esistenziale in cui la chiesa vive. E’ l’amore a Cristo, la sua compassione per le sofferenze umane che ci spinge a questo. 

Dall’incontro, peraltro molto fruttuoso, è emerso il quadro interessante di una realtà che, pur nella fatica di molti, ha retto bene all’urto dei recenti e gravi disagi. Va detto che Legnano è una Città operosa e ricca di un forte associazionismo laico e cattolico, che ha sempre lavorato bene, interagendo con l’Ente pubblico. Anche le Associazioni delle piccole e medie industrie locali, nonché quelle dei commercianti si sono dimostrate sensibili ai bisogni delle persone disagiate. Persino il mondo del Palio, che parrebbe realtà puramente ludica, si è molto prodigato in tal senso. Vogliamo però ripetere che tutto questo è reso possibile, da un paziente e proficuo lavoro di tessitura di relazioni, fatto di rispetto, ascolto e affidabilità.