Proposte e tracce di riflessione

di don Nazario COSTANTE

lavoro

“La vera ricchezza sono le persone” senza di esse non c’è comunità di lavoro, non c’è impresa, non c’è economia. La sicurezza dei luoghi di lavoro significa custodia delle risorse umane; l’uomo è chiamato a riscoprire la sua centralità nell’intero sistema economico-lavorativo, riscoprendo la sua vocazione come “cooperatore” al progetto della creazione.

Il lavoro è la strada con cui l’uomo si realizza, sia come singolo sia come soggetto sociale appartenente alla comunità. In una società fortemente narcisistica e consumistica, il lavoratore è chiamato a superare la logica dell’efficientismo che produce la prospettiva pericolosa della “mercificazione” del lavoro, recuperando il vero senso del lavoro, come strumento per l’edificazione della propria dignità e maturando una vera coscienza di gruppo e del bene comune.

L’uomo con la sua “opera” lavorativa partecipa al disegno del Creatore, diventa il suo principale alleato e collaboratore “in realtà l’intervento umano che favorisce il prudente sviluppo del creato è il modo più adeguato di prendersene cura, perché implica il porsi come strumento di Dio per aiutare a far emergere le potenzialità che Egli stesso ha inscritto nelle cose” (LS 124).  Nella Gaudium et spes e, soprattutto, nella Laborem exercens (1981) di Giovanni Paolo II, Francesco individua il senso del lavoro umano nella prospettiva teologica della creazione. Indubbiamente nel racconto della creazione emerge che ogni attività umana dipende da un’opera precedente e deve ritrovarne il suo senso a partire dall’opera di Dio, l’uomo è solo il custode, non il titolare.  Il lavoro dell’uomo è posto sotto il segno della “benedizione di Dio” (cfr. Gen 1,28).

In questo tempo di crisi ambientale, sanitaria e di conflitti armati sentiamo il bisogno di avviare processi di dialogo e di cooperazione per rimettere al centro il valore della persona che è la vera ricchezza, desideriamo e ci impegniamo perché  i tanti travagli che l’umanità vive possano tramutarsi in una nuova primavera di rapporti tra le persone, le comunità, il territorio e i diversi attori coinvolti alla promozione e alla tutela del mondo del lavoro, abbiamo bisogno di costituirci in “noi” che abita la nostra amata Casa Comune.

Pertanto la festa dei Lavoratori 2022 assume un valore particolare, di seguito alcune proposte e tracce di riflessione che possono essere utili per le diverse realtà coinvolte:

Testi di Magistero e rapporto Inail sulle “stragi” nel mondo del lavoro;

Sussidio per l’animazione liturgica della Veglia di preghiera per i lavoratori nelle comunità parrocchiali;

Messaggio dei Vescovi per la festa dei lavoratori.
Inoltre, il tema della sicurezza del lavoro e dei morti sul lavoro chiede, per prima cosa, di farne memoria nella celebrazione eucaristica, può essere fatta in ogni parrocchia, commemorando San Giuseppe.