La prima, spontanea risposta, è che, da sempre, il sindacato si occupa tanto di contratti e vertenze, tanto della vita dei lavoratori, dentro e fuori le fabbriche e gli uffici, nelle piazze e nei luoghi della modernità. La cultura è un aspetto quindi costitutivo dell’esistenza di milioni di persone anche di coloro la cui attività principale non è la letteratura

Danilo Galvagni
Segretario Generale Cisl Milano Metropoli

1-121954

Quando abbiamo deciso d’indire un premio di poesia avevamo ben in mente il desiderio di creare un filone raro, con al centro il tema del lavoro. Ma come, con tutto quello che c’è da fare, contro la crisi, il panico per il futuro, il sindacato sceglie un’arma dolce, di dedicare del tempo alla poesia? La prima, spontanea risposta, è che, da sempre, il sindacato si occupa tanto di contratti e vertenze, tanto della vita dei lavoratori, dentro e fuori le fabbriche e gli uffici, nelle piazze e nei luoghi della modernità. La cultura è un aspetto quindi costitutivo dell’esistenza di milioni di persone anche di coloro la cui attività principale non è la letteratura.

Dai ricordi di un mondo contadino e della prima industrializzazione che non c’è più, alla difficoltà dell’oggi, a quel misto di speranza e di disillusione che avvolge le nuove generazioni. Anche per chi come noi si occupa “per mestiere” di lavoro e lavoratori  le poesie mettono in rilievo aspetti intimi, personali e sociali che valorizzeremo nella normale attività sindacale.

Una sorta di analisi introspettiva di cos’è stato, cos’è e cosa potrebbe essere il lavoro che offre spunti di riflessione per l’azione concreta di ognuno di noi. Quindi non solo una “bella iniziativa utile” che ci permette di entrare con realtà distanti. Tutti gli anni futuri replicheremo, sicuri che la poesia sul lavoro è un importante contributo di cui anche il nuovo  secolo, al pari del ‘900, deve essere ricco.