A dieci anni dalla morte di Vito Milano, la federazione dei metalmeccanici della Cisl e la FIM, hanno organizzato un convegno il 19 dicembre. Al centro dell’incontro la rilettura della sua esperienza da parte dei giovani, a partire dalle sue figlie, Antea e Ginevra

di Fulvio Colombo

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Sono passati 10 anni dalla morte di Vito Milano, e Cisl di Milano e FIM, la federazione dei metalmeccanici della Cisl che è stata per lungo tempo la casa di Vito,  hanno organizzato un incontro il 19 dicembre, con un titolo significativo: “la grammatica del ricordo”, con l’intento di rendere viva oggi e per il domani la passione, la libertà e il “sapere” che sono stati il segno della sua attività sindacale.

Al centro dell’incontro la rilettura della sua  esperienza da parte dei giovani, a partire dalle sue figlie, Antea e Ginevra, e di seguito le impressioni di alcuni lavoratori e sindacalisti che hanno iniziato da poco il loro impegno. Le loro interviste, proiettate durante l’incontro, hanno guidato e interrogato gli interlocutori che hanno partecipato alla tavola rotonda finale, i segretari generali della Cisl di Milano e della FIM, Danilo Galvagni e Marco Bentivogli, e il dirigente di Assolombarda Stefano Passerini.

Don Walter Magnoni, responsabile della Pastorale sociale e del lavoro della Diocesi di Milano, ha riletto l’intervento del Cardinal Martini in occasione dei 50 anni della Cisl di Milano nel maggio del 2000, proponendo prima di tutto una domanda: “quali sono i passi da fare oggi per un domani più bello?”. La domanda si è intrecciata con le parole del Cardinale, con l’esperienza di Vito, e si tradotta in un augurio: “buon cammino amici, non sentitevi soli e sappiate che la chiesa continua a stimarvi e a credere nella vostra azione di attenzione alla vita dei lavoratori … la rotta che tutti noi dobbiamo cercare è il bene comune, via da cercare insieme.”