Il tema del lavoro è oggi insieme drammatico e urgente. Non si può parlare di umanesimo senza toccare questa dimensione fondamentale: il lavoro ci "unge" di dignità, con le parole di Papa Francesco

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Il tema del lavoro è oggi insieme drammatico e urgente. Non si può parlare di umanesimo senza toccare questa dimensione fondamentale: il lavoro ci “unge” di dignità, con le parole di Papa Francesco. Ma, anche quando c’è, il lavoro, da solo, non basta. Non dobbiamo essere schiavi, ma signori del lavoro, dice sempre il Papa. Le condizioni lavorative, anche quando non sono di vera e propria schiavitù – nel senso ormai oggi purtroppo sempre più diffuso – sostengono davvero la nostra umanità? O la mortificano, ‘mangiandoci’ il tempo e spingendoci a mettere in secondo piano relazioni e affetti? Quali immaginari nutrono le nostre speranze sul lavoro, quali miti dobbiamo imparare a sfatare, quali semi di speranza possiamo vedere intorno a noi, coltivati soprattutto dai giovani, che cominciano a portare buoni frutti?

Rispetto alla classica formula del convegno si è scelto, nel laboratorio del 1 ottobre, di offrire un’occasione di riflessione attraverso sollecitazioni formulate in linguaggi diversi. La struttura portante del pomeriggio del 1/10 si articola infatti in tre momenti che guardano al lavoro da punti di vista e con modalità comunicative diverse, ma complementari.

In una prima sezione, ‘Racconti’, si usa il linguaggio immediato del teatro per calare con immediatezza i partecipanti (in sala e in remoto grazie allo streaming) nelle situazioni di fatica e disillusione ormai sempre più comuni, sia rispetto alla realizzazione di sé sia, soprattutto, rispetto alla possibilità di conciliare il lavoro e gli affetti. Due brevi monologhi (di Gabriele Paoloca e di Arianna Scommegna),  e un breve dialogo (di Arianna Scommegna e Mattia Fabris) aiuteranno, grazie anche al talento dei giovani attori protagonisti, a entrare direttamente ‘in medias res’.

In un secondo momento, ‘Dialoghi’, si riprendono alcuni fili e alcuni nodi cruciali evocati nella prima parte.  Chiara Giaccardi dell’Università Cattolica e don Walter Magnoni della Pastorale Sociale e del lavoro dialogano con il filosofo Silvano Petrosino per un approfondimento che offra chiavi di lettura e di critica costruttiva e aiuti a identificare direzioni sensate da intraprendere. 

Il terzo momento, ‘Segni di speranza’, usa il linguaggio della testimonianza per condividere, attraverso la voce dei protagonisti, storie di giovani che sono stati capaci di trasformare la situazione di crisi in opportunità per immaginare vie nuove.

Un percorso in tre tappe, quindi, che va dalla fotografia del reale all’analisi alle prospettive, in un crescendo che cerca di cogliere l’elemento profetico di un lavoro ‘trasfigurato’ da un’autentica passione per ciò che è davvero umano.

Chiudono i lavori una breve presentazione degli atti della 47a settimana sociale e la conclusione di Mons. Fabiano Longoni, Direttore dell’Ufficio Nazionale per i problemi sociali e del lavoro della CEI.