Proposta voluta e costruita in ogni dettaglio dai giovani per i giovani. Per non rimanere fermi, per non guardare – come ha recentemente ricordato papa Francesco al Convegno di Firenze – la vita dal balcone, accade che in un paesotto nel cuore della verde Brianza, a Seregno, alcuni ragazzi decidano di prendersi seriamente a cuore il bene comune…

di Simone Tagliabue

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Da un’idea di Massimiliano Riva e di alcuni ragazzi seregnesi arriva la proposta di un percorso sociopolitico di cinque incontri su jihadismo, questione migranti, mafie, politiche energetiche e rapporto giovani-lavoro aperto in collaborazione con gli esperti dell’Associazione culturale del Caffè Geopolitico.

 
Se noi non ci occupiamo di politica, la politica (locale, nazionale, internazionale) si occupa di noi: e allora per questo pensiamo valga la pena discuterne e – perchè no – appassionarcisi. Nasce così, dal basso, questa proposta voluta e costruita in ogni dettaglio dai giovani per i giovani. Per non rimanere fermi, per non guardare – come ha recentemente ricordato papa Francesco al Convegno di Firenze – la vita dal balcone, accade che in un paesotto nel cuore della verde Brianza, a Seregno, alcuni ragazzi decidano di prendersi seriamente a cuore il bene comune e il futuro della propria generazione organizzando con passione un percorso di approfondimento socio-politico aprendolo a tutti gratuitamente.

Gabriele Gatti, 20 anni, motiva così la sua scelta di mettersi in gioco: “Mi piacciono i dibattiti e gli incontri dove persone molto più esperte e capaci di te trasmettono le proprie conoscenze, condividendo i propri punti di vista per contribuire a costruire la tua visione del mondo. Mi piace molto – prosegue – l’idea di poter contribuire alla realizzazione di un forum per giovani del mio territorio, dove si possa venire a contatto con idee fresche e stimolanti. Lo scambio di idee è la miglior palestra per una buona politica e mai come in questo periodo se ne ha bisogno, anche e soprattutto a livello locale”.

Gli fa eco Sara Beltrametti, 21 anni: “Attraverso questo metodo non inculchiamo idee ma acculturiamo ragazzi su questioni spesso tanto discusse ma poco approfondite. Ho sempre voluto frequentare un corso di questo genere per capirne di più e credo che non ci sia modo migliore per affrontare grandi tematiche da giovani, per giovani e tra giovani”.

“Ho deciso di partecipare a questa iniziativa per non rimanere indifferente a ciò che accade intorno a me – dice invece Silvia Corbetta, anche lei 21 anni – tanto a livello locale quanto a livello più globale. Per impegnarmi in qualcosa che faccia bene alla comunità e a me stessa, per conoscere più a fondo diverse tematiche che ci vedono protagonisti e non solo semplici spettatori”. Ecco perchè, dice ancora Silvia, “bisogna partire da se stessi per migliorare il mondo che ci circonda. Baden Powell diceva che a un certo punto della propria vita occorre «Guidare da sé la propria canoa» e non lasciarsi piú trasportare solo passivamente dalla corrente”.

Il più giovane degli organizzatori, Luca Lissoni di 19 anni, sottolinea di aver sempre avuto “la convinzione che l’interesse per la cosa pubblica fosse necessaria per il raggiungimento del benessere sociale”.

Infine Federica Confalonieri, 21 anni, afferma: “Secondo me questi incontri possono diventare una bella occasione per noi giovani, troppo abituati a sparar sentenze senza informarci mai davvero a fondo. La vedo come una possibilità di approfondimento su temi molto vicini a noi, nel bene e nel male, e per questo non possiamo non sentirci coinvolti”.