Una sfida impegnativa, quella che i giovani del Centro Giovanile Stoà di Busto Arsizio si sono posti: andare contro al clima di serpeggiante sfiducia verso le istituzioni e verso il mondo della politica che oggi spesso si respira. Hanno infatti proposto nei mesi scorsi un percorso, aperto a tutti, per avvicinare giovani e meno giovani a quella che Paolo VI chiamò “una forma esigente di carità”.

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Stoà è il Centro Giovanile del Decanato di Busto Arsizio (www.stoabusto.it), nato nel 2011 sotto l’impulso della Diocesi come nuovo centro di pastorale, e aperto al dialogo con tutti i giovani e le realtà della città. Come dice il nome: “Stoà” è infatti quel “portico” del tempio, dove credenti e non credenti potevano accedere e dialogare.

 

Il percorso di formazione socio-politica, a cui è stato dato il significativo titolo “Servire!”, è stato organizzato anche con l’aiuto del Servizio per la Pastorale Sociale e del Lavoro della Diocesi di Milano. I primi incontri, nei  mesi di gennaio e febbraio, hanno visto alternarsi diversi ospiti nel salone di Stoà, che hanno dialogato insieme ai giovani su alcuni grandi temi della società attuale. Il prof. Mauro Magatti e Don Walter Magnoni si sono interrogati sul ruolo della fede nella politica. Il senatore giuslavorista Pietro Ichino in una intervista collettiva ha discusso le dinamiche odierne del mondo lavorativo. Alberto Rossi, analista di politica internazionale, e Don Sergio Massironi hanno affrontato invece il tema dell’immigrazione, e i possibili modelli d’integrazione in una società globale.

In seguito, come frutto di quanto ascoltato, i partecipanti al percorso “Servire!” hanno elaborato collettivamente una “Carta per Busto Arsizio”, ovvero un insieme di punti da sottoporre per la discussione ai candidati alle prossime elezioni amministrative. Infatti, Busto rinnoverà tra poche settimane il Consiglio Comunale.

Di nuovo con un occhio alle prossime elezioni, e come conclusione ancora più “pratica” di questo percorso, Stoà ha quindi organizzato a maggio due eventi aperti alla cittadinanza. Il primo è stata una tavola rotonda con i cinque candidati sindaco di Busto Arsizio. In una sala affollatissima, i candidati sono stati interrogati su alcuni punti della Carta per Busto. Forse anche un po’ per lo slancio ideale dato dalla Carta, non si è parlato solo di buche nelle strade, né si sono visti i litigi quasi da assemblea condominiale, che a volte prendono invece posto nei consigli comunali. I candidati si sono infatti confrontati anche con questioni grandi, come la famiglia, le politiche del lavoro, la visione dell’economia del territorio. Il secondo evento è consistito in un aperitivo svoltosi nel cortile di Stoà, in cui sono stati invitati i candidati consiglieri più giovani (under 30) di tutte le liste in corsa. In un’atmosfera informale, ma carica di attenzione, a ciascuno dei candidati è stato dato qualche minuto per presentarsi pubblicamente e comunicare il perché del proprio impegno politico.

Se ora questo percorso si è concluso, dando anche un tocco di vivacità in più alla campagna elettorale, i giovani di Stoà stanno già guardando avanti: “L’anno prossimo” – spiega Antonio Sametti, uno degli organizzatori, nonché Presidente del Centro Giovanile Stoà – “abbiamo deciso di proseguire il percorso di una scuola di formazione socio-politica non solo come Stoà, ma anche insieme alla Commissione “Vita e Cultura” del Decanato di Busto, nata pochi mesi fa”. Fiduciosi che sarà un’altra occasione preziosa per i giovani bustocchi, per rinnovare l’interesse e la passione verso il mondo dell’impegno sociale e politico.