Anche quest’anno ha preso il via la Scuola sociopolitica diocesana. Pensata originariamente per giovani interessati all’impegno sociale e per qualcuno anche poltico-istituzionale, si svolge in centro Diocesano lungo l’intero anno pastorale

di Francesco Pasquali

1-87548

Dallo scorso anno si è riscontrata l’esigenza di estendere gli incontri anche a favore degli adulti: per questo la Pastorale Sociale si rende disponibile a rispondere alle richieste provenienti dal territorio (da oratori, parrocchie, associazioni, movimenti, etc…) per riproporre in loco i percorsi formativi elaborati.

La Scuola si propone di dischiudere spazi di confronto e lettura di questioni di attualità alla luce della Dottrina sociale della Chiesa, secondo il metodo tipico di quest’ultima: vedere, cioè osservare la realtà; giudicare, che significa “leggere” i fenomeni che si sono considerati alla luce dei criteri forniti dalla Dottrina sociale della Chiesa; agire, vale a dire impegnarsi concretamente in un’azione puntuale o continuata volta a migliorare la situazione secondo i principi della Dottrina Sociale della Chiesa; in altre parole, “costruire la Città dell’uomo”, anticipazione imperfetta qui ed ora del Regno che ci attende.

Due i percorsi proposti, ciascuno articolato in quattro incontri.

Il primo è relativo al tema del rapporto fra fede e vita.

In un primo incontro – intitolato I fondamenti biblici del pensiero cristiano: che cosa ancora, che cosa oggi a Cesare – vengono messi in luce i fondamenti del rapporto del cristiano con il potere e la concezione cristiana che intende il potere unicamente come servizio; successivamente, nell’incontro intitolato Liturgia e impegno sociale: un popolo in uscita, viene proposto di entrare nel significato delle nostre liturgie, dei nostri riti e gesti, per scoprire come le nostre celebrazioni non possono rimanere confinate in sacrestia o scadere nel mero devozionismo, ma devono costituirci come “popolo in uscita”, sospinti dalla grazia della Parola e dell’Eucaristia; nel terzo incontro, Cristiani costruttori di società, si incontrano persone che nella Storia hanno pagato il prezzo della testimonianza di fede, avendo avuto il coraggio di vivere secondo il Vangelo e di essere pazienti e forti tessitori di legami sociali, restituendo così alla società i suoi valori fondanti; il quarto incontro costituisce una particolare provocazione alla nostra coscienza: Quali diritti, quali libertà? – è la domanda che ne sta alla base, per riflettere sul fondamento dei diritti nell’esercizio della libertà, scoprendo che forse i presunti diritti spesso non sono sempre tali, ma mere pretese.

Il secondo percorso della Scuola non poteva esimersi dal confrontarsi con il tema di Expo 2015, ormai alle porte.

Partendo dal tema di Expo (Nutrire il Pianeta: energia per la vita), il percorso si snoda per quattro incontri, il primo dei quali stimola una riflessione su Il Pianeta: riconquista di un rapporto equilibrato fra uomo e creato: a partire dall’osservazioni di alcune immagini, ne è proposta l’analisi con particolare attenzione al ruolo dell’uomo nella creazione: egli ha saputo trasformare mirabilmente territorio e cibo nel corso dei secoli, potendo così riferirsi alla Dottrina sociale della Chiesa per sviluppare un sano progresso nel rispetto della salvaguardia del creato; nel secondo incontro – Nutrire: educazione, l’esempio e gli stili di vita per un nuovo modello di società –  la riflessione si impernia sui consumi individuali e familiari e sul loro impatto sociale e ambientale: quale ruolo per la comunità educante? In tale contesto un particolare rilievo viene dato al ruolo della Società civile e della Politica, che devono essere capaci di stimolare un lavoro comune sulle scelte “vicine e lontane” (con impatto locale e globale); il percorso prosegue con il terzo incontro: Il cibo, socialità e comunità: il cibo come strumento di conoscenza e costruzione di comunità nuove: esso fornisce l’occasione per considerare il cibo come elemento fondante della relazione, per mettere in luce il suo carattere sacro e la sua potenzialità di essere alla base di numerose buone pratiche educative; all’esito del percorso, il quarto incontro, dal titolo Per la vita: da Expo, insieme per un impegno a realizzare un mondo migliore, vuole essere l’occasione per avviare un laboratorio territoriale sui temi di Expo che possa mettere in rete quanti più soggetti possibili, così da realizzare localmente progetti sui temi trattati, di cui la gente del luogo avverta la necessità e il desiderio.

I percorsi descritti hanno l’ambizione di coinvolgere sui temi sociali l’intera comunità cristiana, temi che essa non può non sentire come suoi. Ce l’ha ricordato Papa Francesco nell’esortazione apostolica Evangelii Gaudium: “Il kerygma possiede un contenuto ineludibilmente sociale: nel cuore stesso del Vangelo vi sono la vita comunitaria e l’impegno con gli altri. Il contenuto del primo annuncio ha un’immediata ripercussione morale il cui centro è la carità.” (n. 177). Ciò significa che persino l’annuncio di Gesù Cristo, che è Dio incarnato, morto e risorto, ha un carattere sociale, perché è Dio che condivide la nostra umanità.

Il tema di questi incontri, quindi, non è un optional per il nostro cammino di fede, né può essere delegato soltanto a coloro che operano nella Caritas, nella San Vincenzo o che si impegnano in politica o in un’altra forma di volontariato.

Siamo tutti chiamati a conoscere la Dottrina sociale della Chiesa e le occasioni che ci si presentano – come i due percorsi proposti dalla Pastorale Sociale diocesana – sono senz’altro una ghiotta opportunità in tal senso.