“Scontro di civiltà”, ma a quali civiltà ci si riferisce? Chi siamo “noi”? E chi sono “loro”? Parliamo sempre di “Islam” e di “Occidente”, quando in realtà sono due semplificazioni quasi banali, due mondi tutt’altro che monolitici. Cosa vuol dire Islam? Cos’è l’Occidente?...

di Massimiliano Riva

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Interesse significa “stare dentro, nel mezzo, nel cuore delle cose”. Senza interesse l’essere umano rimane nella sua autarchica e triste tana solitaria, capace solo di osservazioni distanti e spesso distorte sulla realtà. Ecco che proprio dai giovani di cui spesso si lamenta, appunto, il disinteresse, arriva la proposta di un percorso di approfondimento sociopolitico rivolto a ragazzi in età universitaria. Da un’idea di Massimiliano Riva è nato così un ciclo di cinque incontri curati dall’Associazione culturale de “Il Caffè Geopolitco” (www.ilcaffegeopolitico.org). Il titolo del primo incontro, svoltosi il 21 marzo presso il Circolo San Giuseppe, era “Dopo Parigi, alle radici dello Jihadismo globale”.
Il relatore della prima serata è stato Alberto Rossi che ha messo bene in luce come dopo gli attentati di Parigi la stampa delle grandi testate abbia fatto l’esatto gioco dei terroristi, cioè seminare terrore.

Si è parlato di “scontro di civiltà”, ma a quali civiltà ci si riferisce? Chi siamo “noi”? E chi sono “loro”? Parliamo sempre di “Islam” e di “Occidente”, quando in realtà sono due semplificazioni quasi banali, due mondi tutt’altro che monolitici. Cosa vuol dire Islam? Cos’è l’Occidente? “Noi” siamo forse l’Europa? O forse “i cristiani”? E “loro” sono forse i musulmani? O lo Stato islamico? Alberto fa notare come quando si parla di Stato islamico, cioè di Isis, la preoccupazione fondamentale, la parola che accende lo sgomento e un certo risentimento sia l’aggettivo “islamico” e non il sostantivo “Stato”. Non basta però leggere qualche pagina del Corano, magari selezionandola accuratamente ed escludendone altre, per credere di conoscere un tale l’universo. “Invece di continuare a chiederci quale sia il vero Islam” – continua Alberto sottolineando come una domanda come questa sia insensata in partenza, come chiedersi quale sia il vero Cristianesimo – “conviene chiedersi perché oggi una certa interpretazione dell’Islam abbia un tale richiamo su una parte di giovani musulmani”. L’evidenza infatti, a partire per esempio dal numero di vittime di un terrorismo che mira a colpire non le istituzioni ma la vita della gente, mostra che il conflitto è anzitutto uno scontro interno all’Islam stesso.

Insomma, valutare la realtà è molto più difficile di quello che si possa pensare. La recezione acritica di informazioni non rende informati. Nel corso della serata si parla ancora di foreign fighters, coloro che combattono volontariamente oltre i confini della propria patria, del delicato ruolo della Turchia come perno tra Europa e Medio oriente, di home-grown terrorism, delle cosiddette “primavere arabe”, dei differenti ruoli che ogni paese interpreta sulla grande scacchiera geopolitica del mondo. La chiusura è un rimando ai prossimi incontri, in cui ci si concentrerà sempre più sulla realtà locale. L’11 aprile si parlerà della questione migranti e delle risposte europee, il 2 maggio delle mafie, il 23 delle politiche energetiche, mentre l’ultimo incontro del 6 giugno sarà sulle politiche del lavoro per i giovani. Tutti gli incontri si svolgeranno presso la sala Minoretti del Circolo San Giuseppe alle ore 21.