Prendersi cura dell’ambiente, per rimettere al centro l’uomo: il cuore dell’Enciclica “Laudato Si”. In Martesana crescono buone pratiche per tutelare e valorizzare l’ambiente, senza perdere la dimensione comunitaria. La creazione “dal basso” di nuove infrastrutture territoriali contribuiscono a tutelare anche le persone e le famiglie che vi abitano, portando ad uno sviluppo armonico e sostenibile

di Orazio REOLON
Presidente Acli Anni Verdi Ambiente Milano e MB

Naviglio-Martesana-e-Cascin

L’incontro del 5 maggio 2017 ad Inzago avviene in un particolare contesto milanese, la Martesana, ricco di relazioni e di condivisioni, grazie ad una società che da tempo sviluppa pratiche solidali in connessione con le proprie istituzioni, imperniate sui 29 comuni costituenti la cosiddetta “Zona Omogenea Adda-Martesana” della neonata Città metropolitana (CM). In ottica di solidarietà è nata, ad esempio e proprio ad Inzago, la MAG2 (1990), Società di Mutuo Soccorso finanziario, che ha contribuito alla istituzione della ben nota Banca Popolare Etica (1998).

Dal punto di vista geografico la Martesana è costituita da un ampio territorio prevalentemente agricolo, che prende il nome dal Naviglio Martesana. Esso la attraversa, portando le acque del fiume Adda fin dentro Milano, per decine di km. Da oltre 500 anni tale infrastruttura, che diremmo oggi “strategica”, ha consentito di sviluppare una fiorente agricoltura e, fino ai primi decenni del ‘900 è rimasto attivo il  trasporto merci via acqua, una sorta di autostrada del passato. Le popolazioni del territorio hanno quindi avuto negli ultimi secoli il beneficio di un certo benessere per la facilitata produzione di cibo (fitta rete di canali irrigui) e di scambi economici.

Come da locandina, il 5 maggio ad Inzago si rifletterà sul tema del “prendersi cura dell’ambiente” con Don Walter Magnoni e Gianbattista Armelloni, moderatore il giornalista di Avvenire Diego Motta, per continuare una riflessione che non è fatta solo  di eventi culturali, ma poggia su processi reali di cambiamento, attivati “dal basso” tramite una dinamica società civile e le proprie istituzioni amministrative (enti e comuni).

Tali processi si possono condensare schematicamente in alcune linee di sviluppo che disegnano un futuro sostenibile. Nascono infatti nuove “infrastrutture” amministrative, sociali e culturali che solo 5 anni fa non esistevano. Riassumiamo le principali in corso d’opera:

  • PLIS Martesana (Parco Locale d’Interesse Sovracomunale): coordinato da Acli Martesana, si snoda attorno al Naviglio Martesana per una lunghezza di 35 km e fin dentro Milano. E’ composto da una quindicina di comuni e fa parte del Piano Strategico della CM.
  • Economia Solidale Martesana: la rete dei Gas, produttori locali ed associazioni per lo scambio diretto di prodotti agricoli, prevalentemente biologici.
  • Ecomuseo Martesana: associazione culturale per la riscoperta e valorizzazione di patrimoni materiali ed immateriali del territorio. Esso è partecipato da CM che lo considera un progetto pilota.
  • Distretto rurale Adda-Martesana: per la incentivazione di pratiche agricole collettive.
  • Progetto Agroecologia in Martesana: da bando Cariplo, attiva processi di qualificazione del cibo e delle buone pratiche agricole, creando un canale di connessione con la realtà urbana di Milano.

Le premesse sono buone, dobbiamo trovare la forza di essere persistenti nell’azione, avendo presente che “ogni cambiamento ha bisogno di motivazioni e di un cammino educativo”, come insegna papa Francesco (LS, 15).