L’attuale proposta di riforma della Costituzione italiana, su cui i cittadini si esprimeranno con un referendum, è positiva o negativa? L’argomento è molto controverso. Con l’obiettivo di aiutare la cittadinanza a capire meglio, si segnala questa iniziativa del Decanato di Busto Arsizio.

di Enrico Maria Tacchi
Responsabile della Commissione “Vita sociale e cultura”, Decanato di Busto Arsizio

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La proposta di riforma della Costituzione italiana, su cui i cittadini si dovranno esprimere attraverso un referendum, è uno degli argomenti di dibattito più importanti e attuali. Si tratta di un progetto positivo o negativo? È noto che le opinioni in merito sono divergenti e motivate da vari fattori, che spesso vanno al di là del contenuto specifico. In particolare, alcuni argomentano come se la vera questione fosse un giudizio sull’operato del governo in carica, altri collegano il testo alla legge elettorale che condurrà alla futura composizione del Parlamento, altri ancora sembrano persuasi che qualunque cambiamento sia buono per definizione, assumendo come postulato che, se non si provvede ora, non lo si potrà fare mai più.

Anche concentrando la discussione solo sul provvedimento di riforma in quanto tale, l’argomento rimane impegnativo. Per questo, ogni supporto per capire meglio la proposta è il benvenuto, perché la Costituzione costituisce l’intelaiatura su cui poggia tutto l’ordinamento giuridico e la struttura istituzionale dello Stato.

Anzitutto, certe perplessità sono di carattere formale. Un esempio clamoroso è la proposta di modifica dell’art. 70 che riguarda il Senato, dove al posto di una limpida formulazione di appena nove parole si propone un lungo articolato, che i critici hanno definito più consono a un regolamento condominiale che a una legge fondamentale dello Stato.

Perplessità più sostanziali riguardano alcuni principi fondamentali della Costituzione, che formalmente rimangono, ma che in concreto risultano indeboliti nella loro attuazione: per esempio, il principio della sovranità popolare e quello delle autonome locali.

D’altra parte, i sostenitori del Sì prevedono che la riforma porti semplificazione e risparmi di spesa: argomenti che possono risultare decisivi per molti elettori, anche senza entrare troppo nel merito delle questioni tecnico-giuridiche.

Con l’obiettivo di poter affrontare questo tema con maggiore consapevolezza, la Commissione “Vita sociale e cultura” del Decanato di Busto Arsizio promuove un incontro pubblico lunedì 19 settembre (ore 21) al cinema Don Bosco, via Bergamo 12. Intervengono due relatori autorevoli e competenti: l’onorevole Emanuele Fiano, che sosterrà le ragioni di chi ritiene valida questa riforma, e l’avvocato Felice Carlo Besostri, che invece presenterà i motivi per respingerla. Modererà il dibattito don Walter Magnoni, responsabile del Servizio Pastorale Sociale nella Diocesi di Milano.

Riferimenti per ulteriori dettagli: parroco@bustosgb.it 0331638232