Come stanno insieme il lavoro, la religione e la donna? Cisl Milano, Cif e Pastorale Sociale dell’Arcidiocesi di Milano hanno provato a organizzare un momento di riflessione a più voci. La parola alle donne per ascoltare il loro punto di vista

di Walter Magnoni

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Tolti i saluti e l’introduzione, la parola sarà giustamente data a sei donne che dialogheranno tra loro, moderate dalla giornalista Annamaria Braccini, per capire come intendere l’esperienza del lavoro femminile all’interno del mondo ebraico, cristiano e islamico.

Inutile nascondere che si preannuncia un momento unico per almeno tre ragioni. Un dialogo tra religioni a partire dall’esperienza del lavoro della donna; un lasciare che il racconto di esperienze s’intrecci con la rielaborazione; un guardare con onestà alla forza che nasce dall’impegno di tante donne.

Nella storia non sempre vi è stata una corretta valorizzazione della donna. Eppure il libro della Genesi è molto chiaro: “non è bene che l’uomo sia solo”. Maschile e femminile sono pensati come complementari per la crescita della società.

Ebrei, cristiani e mussulmani hanno dei testi sacri in cui si parla della donna e il confronto potrebbe nascere già a partire da quanto dicono le Scritture, ma a questo primo livello se ne intreccia uno di tipo storico e culturale che indaga sul come le donne sono state inserite nel mondo del lavoro. Inoltre vi è la questione legata al nesso tra religione e lavoro. Perché lavorare? Qual è il senso della fatica quotidiana? Il lavoro è solo un “mezzo” per sostentarsi o cela altri valori?

Questi sono solo alcuni degli interrogativi che immagino emergeranno nel convegno “Mani sapienti”.

Il mio auspicio è che sia solo l’inizio di un processo di conoscenza reciproca e di collaborazione tra le religioni nell’ambito del lavoro e del ruolo della donna nella società.