Per il 75° anniversario della Liberazione, con il patrocinio del Comune di Milano e del Municipio 3, nel quartiere Ortica è stato inaugurato un murales per i padri e le madri della libertà

di Silvio Mengotto

donStefano

«Se oggi siamo liberi di cantare – dice il cantante Morgan – , ballare, criticare, contestare, essere felici, lo dobbiamo ai padri che ci hanno donato la libertà di cui oggi godiamo. Mai dimenticarli, ma onorarli per il loro sacrificio».

Questa ispirazione ha portato il collettivo artistico ORME Ortica Memorie a realizzare un murales (via Teucidice) di dieci volti e storie che si opposero al fascismo per riconquistare la libertà.

Sono i volti di: Elena Rasera, nel marzo ’44 organizzò scioperi contro il caro vita; Claudia Ruggerini staffetta in Val d’Ossola; Arianna Szòrènyi sopravissuta alla Shoah; Luigi Pestolazza, giovane partigiano di Giustizia e Libertà; suor Enrichetta Alfieri,  operò nel carcere di San Vittore; don Giovanni Barbareschi personaggio di spicco nella Resistenza milanese legato alle Aquile Randagie; Claudio Venegoni, sindacalista condannato al confino; l’americana Thelma Hauss, nascose comandanti partigiani come Enrico Mattei; Carlo Bianchi, fucilato a Fossoli con altri 66 detenuti politici e Mino Steiner che aiutò i servizi segreti anglo-americani.  

Anche in piena emergenza sanitaria «abbiamo voluto – dice Luca Costamagna, assessore alla cultura Municipio 3 – inaugurare questo dodicesimo murales tra i venti programmati e nati per valorizzare il quartiere che vanta una tradizione storica. «ORME Ortica Memorie – dice Paolo Cova di ANPC Milano – continua nel suo progetto di rendere visibile la memoria di un quartiere dipingendo un nuovo murales che ricorda il 75° anniversario della Liberazione». In piena pandemia l’iniziativa è riuscita a tessere nuove relazioni con l’associazione delle gite turistiche di Milano, le scuole e diverse associazioni». Nonostante i numerosi impegni, dovuti all’emergenza sanitaria, il vicesindaco Anna Scavuzzo ha voluto visitare i dodici murales presenti nel quartiere. «Per chi transita da noi – continua Luca Costamagna – credo possa vedere non singoli murales, ma un quartiere antico e nuovo dove è possibile visitare un museo a cielo aperto a costo zero».

I volti dell’americana Thelma Hauss e di suor Enrichetta Alfieri, entrambe operarono a Milano, ricordano il grande contributo che le donne hanno avuto nella Resistenza, in questo caso di chi non imbracciò le armi: staffette, infermiere, inservienti e suore. «Senza nulla togliere – riprende Luca Costamagna – ai grandi protagonisti della Resistenza, proprio i volti e le storie di Thelma Hauss e suor Enrichetta Alfieri ci aiutano a ricordare, a non disperdere, le storie poco conosciute, ma importanti, della Resistenza». I colori scelti dagli artisti simboleggiano la carica emotiva dell’opera. Il viola rappresenta il dramma della morte e del sacrificio, il nero per accentuare il messaggio del dolore, il rosso per rappresentare la passione, la lotta, il sangue versato per la libertà. All’inaugurazione del murales, oltre agli artisti del progetto ORME Ortica Memorie, erano presenti Luisa Ghidini (ANPC di Milano), don Giuseppe Grampa, don Stefano Venturini parroco di San Martino a Lambrate, Luca Costamagna, Carla Bianchi, Caterina Antola presidente Municipio 3, Dario Venegoni presidente Nazionale ANED e la nipote di Steiner. Al termine della pandemia (data da destinarsi) si svolgeranno manifestazioni pubbliche per la presentazione del murales. « Ho provato gratitudine – dice Luisa Ghidini – e respirato un clima di fraternità. Per le persone che passeranno davanti ai murales, ci auguriamo possano riflettere. Grazie anche a queste storie, oggi possiamo muoverci, scrivere e vivere liberamente». Il nuovo murales «riporta volti – conclude Paolo Cova – di persone che hanno speso la propria vita con grande generosità e che devono stare a memoria alle nuove generazioni. ORME contribuisce a far vivere con un murales una comunità».