Il grande impegno, e la fatica, degli organizzatori della festa del 12 aprile è stata ampiamente premiata dalla grande e qualificata partecipazione in tutti e tre i luoghi in cui si è sviluppata l’iniziativa.

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Nella splendida cornice del lungolago di Porto Ceresio, in un bello e assolato pomeriggio domenicale, sono state moltissime le persone che hanno avuto l’occasione di visitare gli stand che le diverse associazioni del nostro territorio hanno allestito per far conoscere le loro attività, un impegno che viene portato avanti grazie soprattutto al volontariato e che rappresenta un grande valore sociale, il più delle volte sconosciuto o sottovalutato.

Anche le attività di animazione organizzate all’Oratorio, che hanno coinvolto molti bambini e ragazzi, sono state guidate utilizzando il sussidio predisposto appositamente da Animondo – Caritas Ambrosiana sui temi del diritto al cibo, pace e finanza.

Presso il salone della biblioteca comunale don Daniele Lodi, parroco di Porto Ceresio e assistente Caritas decanale, ha dato inizio ai lavori della tavola rotonda. Insieme a lui il vicesindaco, sig. Domenico Carcillo, ha portato i saluti dell’Amministrazione cui va il nostro ringraziamento per aver concesso il  patrocinio alla nostra iniziativa.

È stato quindi don Walter Magnoni, responsabile del Servizio per la Pastorale Sociale e del Lavoro della Diocesi, a illustrare le ragioni che sottendono alla scelta di aderire alla campagna della Caritas Internationalis “Una sola famiglia umana. Cibo per tutti” che ha ispirato questo cammino di coinvolgimento delle famiglie sui temi “Abitare, Lavorare, Consumare, Prendersi cura – Condividere”. Ha voluto mettere in luce come gli insegnamenti di papa Francesco ci spingono a combattere la cultura dello scarto, a superare la cultura dell’indifferenza e a prenderci cura. Tutti temi che in vista di Expo ci propongono l’elogio della quotidianità, la valorizzazione di quello che ci è donato per saper far festa.

A seguire è intervenuto Aldo Montalbetti, Presidente della Cooperativa Sociale Arcisate Solidale e di Federsolidarietà Confcooperative Insubria, che ha esposto le normative che promuovono e sostengono le attività delle cooperative sociali, raccontando anche la nascita e la gestione della Cooperativa che presiede e in cui trovano una occasione di lavoro e di dignità molte persone svantaggiate.

Si sono poi susseguiti gli interventi dei rappresentanti delle diverse associazioni che hanno aderito alla festa (di cui trovate allegato un elenco) che hanno illustrato le varie esperienze mettendo in comune le attività, gli sforzi e le difficoltà incontrate nel cammino. È stato bello vedere come nei vari interventi sono stati ripresi i quattro temi posti al centro della festa, declinati nelle diverse tipologie associative.

Hanno poi integrato il dibattito il sindaco di Bisuschio, che ha illustrato le attività che le varie amministrazioni comunali attuano all’interno del piano di zona, e don Giorgio Ponti, già Decano della ValCeresio, che nel suo intervento, ricordando le radici lontane dell’associazionismo presente nella nostra zona, a partire dalle società di mutuo soccorso che ancora oggi sopravvivono in alcuni paesi, ha voluto valorizzare l’esperienza della parrocchia di Clivio che offre una possibilità di alloggio ad anziani non più autosufficienti ed in grado di sostenere il costo di una abitazione propria o in affitto.

Le conclusioni di don Walter hanno messo in luce il tanto bene che è emerso dai vari interventi e come sia importante perseverare nella valorizzazione delle buone notizie, sapendo raccontare, come in questa occasione, le cose buone che sappiamo costruire dentro le nostre comunità e nella nostra società.

Aggiungo da ultimo una riflessione che ho già condiviso con qualche amica e amico: questa è stata una iniziativa “singolare”, in cui si è messo in mostra quello che di solito o è tenuto nascosto (forse condizionati da quello che scrive san Matteo al sesto capitolo del suo Vangelo “non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua destra”) oppure non è visto né apprezzato. Ebbene, alla fine della giornata abbiamo avuto tutti non solo un’impressione ma la conferma di quanto erano contenti tutti di quello che avevamo fatto, e questo era ancora più evidente nella richiesta di poter riproporre momenti di scambio e confronto come questo.

Mi permetto di concludere citando una frase che ho letto sul sito della Società Cooperativa Sociale Millepiedi ONLUS: “Se NON CI FOSSIMO INCONTRATI, NON CI SAREBBERO TUTTE QUESTE COSE…” Mi sembra un buonissimo e benagurante slogan.

Graziano Resteghini