Scrivere a proposito di un’associazione che si ha nel cuore e che si aiuta a condurre, potrebbe far cadere nel rischio di parlarsi addosso, mostrando perle e ori che in realtà brillano non di luce propria, ma di una luce artificiale che li vuole illuminare a tutti i costi.

di Luca Costamagna
Segretario dell’associazione Amici di “Dai Nostri Quartieri”

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Scrivere a proposito di un’associazione che si ha nel cuore e che si aiuta a condurre, potrebbe far cadere nel rischio di parlarsi addosso, mostrando perle e ori che in realtà brillano non di luce propria, ma di una luce artificiale che li vuole illuminare a tutti i costi. La storia di “Dai Nostri Quartieri” però aiuta a non cadere in questo facile tranello. E’ infatti la storia di una realtà che ha conosciuto nei suoi quarant’anni, grandi e innumerevoli fatiche. Dapprima nato come un giornale della vecchia zona 12 di Milano (Feltre, Carnia, Cimiano, Ortica, Lambrate) scritto, impaginato e distribuito dai cattolici impegnati nella Democrazia Cristiana (di cui il giornale non è mai stato un organo), allo scioglimento di quest’ultima, è diventato ufficialmente un foglio di “collegamento per i cattolici dei quartieri” con il nome “Dai Nostri Quartieri”. Una sola la mission: avere a cuore la vita dei quartieri, delle vie, raccontare le storie di questa periferia. Nel 1990, con acuta intelligenza e paternità, padre Marietti, allora parroco di San Leone Magno dove il giornale ha ancora la sua sede, insieme ad altri amici da sempre impegnati, avrebbe fondato l’associazione “Amici di Dai Nostri Quartieri”, allo scopo di dare una garanzia ad un giornale che, invecchiando lui insieme ai suoi creatori, avrebbe rischiato la chiusura. Doveva essere dunque l’associazione a custodire, proteggere e accompagnare il giornale. Cosa insolita: solitamente è una realtà costituita ed organizzata ad avere poi, eventualmente, uno strumento editoriale, non il contrario. Negli anni la storia di Dai Nostri Quartieri ha conosciuto momenti di oscurità e notte fonda, compresa la chiusura di un paio d’anni, e per esempio le fatiche nella distribuzione, tutt’oggi presenti. La volontà e tenacia di chi in questo progetto ci credeva, ha fatto sì che il giornale riprendesse il suo corso, tornando ad essere pubblicato e distribuito gratuitamente nelle parrocchie e in alcuni luoghi “amici”. Negli ultimi anni l’Associazione ha investito nel giornale: nelle sue pagine sono comparsi i colori e nel tempo la veste grafica ha subìto rinnovamenti importanti. La missione non è cambiata, ma si è estesa: anziché “solo” ai quartieri di Cimiano-Lambrate-Udine-Feltre ha incrociato le vie di Ortica, Rubattino, Città Studi e Porta Venezia, cioè tutti i quartieri che costituiscono l’attuale zona 3 di Milano. Se il giornale contiene notizie sulla vita, i problemi e le fatiche di un territorio così vasto, diverso e ricco di realtà associative, l’associazione promuove incontri musicali, culturali e aggregativi in uno stile sobrio, non solo perché i mezzi a disposizione non sono molti, ma soprattutto perché cerca di essere fedele a un pensiero che il cardinal Martini, padre-riferimento dell’Associazione dal 2013, ha espresso alla Milano Giovani del 2000: “Io penso che, al di là di tutte le formule, questa città ha bisogno soprattutto di speranza non soltanto nelle grandi linee e nei grandi progetti, ma per la gente che cammina e corre lungo le strade”. Da circa tre anni Dai Nostri Quartieri è online alla pagina www.dainostriquartieri.it e da qualche tempo è presente anche su Facebook: il pubblico a cui si rivolge è di tutte le età e intercettato da molteplici canali, convinti che per essere fedeli al passato, bisogna trovare sempre forme nuove che rendano vivibili e comprensibili i valori di sempre. Tradurre non è tradire. Adattare è necessario per conservare l’essenza, perché dal tesoro occorre tirar fuori cose antiche, ma anche nuove.