Lunedì 4 dicembre in occasione della festa patronale di Sant'Ambrogio è stata presentata, dalle parrocchie di Cinisello Balsamo, presso l'Auditorium del Centro Culturale "Il Pertini", la sesta lettera alla città dal titolo CITTADINI AL CENTRO. Come ogni anno l'incontro ha visto tra gli altri la partecipazione dell'Amministrazione comunale e di diverse associazioni cittadine

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Prendendo spunto dal 50° anniversario della morte di don Lorenzo Milani, la lettera sviluppa una riflessione a partire dalle “periferie” della nostra vita: geografiche, culturali, di vicinato, generazionali e relazionali. Attraverso l’educazione e la scuola Don Milani riuscì a portare “al centro” coloro che stavano ai margini, grazie all’apprendimento e alla conoscenza formando buoni cristiani e validi cittadini, ha permesso a ciascuno dei suoi allievi di prendere coscienza di essere cittadini e che nel mondo non si è soli, ma che il bene di tutti sopravanza l’aspirazione personale.

In questa ottica abbiamo chiesto ai cittadini di Cinisello Balsamo quali fossero i loro desideri per una città migliore e gli strumenti per raggiungerli. Le risposte pervenute sono state numerose e articolate, ma tutte riconducibili a un bisogno di incontrarsi, di stabilire relazioni vere e durature, insieme alla necessità di parlare e di confrontarsi. In essi vediamo la volontà di costruire una comunità senza periferie. Ed è stato sorprendente come, in un momento come questo di forte disgregazione e di spinto individualismo, le persone cerchino una rassicurazione nello stare insieme: le piccole-grandi comunità a cui ciascuno di noi appartiene sono ancora la rete che ci sostiene e il punto di partenza per una vita buona.

Nell’individuare gli strumenti e i percorsi per realizzare questi desideri, è stato curioso scoprire come la partecipazione e l’interesse per la comunità e per il bene comune siano state le risposte più numerose. La maggior parte delle persone sono desiderose di dare un contributo al miglioramento della nostra città.

In ogni città, infatti, non deve mai mancare la tensione a costruire una vera comunità, in cui la convivenza nello stesso luogo non sia sopportazione e fatica, ma vero desiderio di stare insieme e dove l’attenzione agli ultimi sia una priorità.

La sfida aperta è cambiare la nostra prospettiva rifocalizzando il centro della nostra vita, facendolo attraverso:

– l’EDUCARE Dal latino e-ducere, tirare fuori per condurre ad un approfondimento e a una riflessione sulle emergenze attuali;

– l’ACCOGLIERE, ‘ricondurre dentro’, che porta alla costruzione della comunità;

– il CURARE che ci spinge ad avere uno sguardo di attenzione che assume su di sé la responsabilità dell’altro.

In questa serata la parola periferia è stata tradotta con la parola fragilità e le testimonianze di Mauro Perrone campione italiano di boccia paralimpica e di Astrit Cela migrante dall’Albania nel 1991 insegnante, mediatore culturale e ora dipendente della Camera di Commercio di Milano, ci hanno aiutato  a comprendere che la fragilità, se messa al centro della nostra vita, è una autentica risorsa; proprio come Cristo Crocefisso che nel suo «attirerò tutti a me» ha dato un nuovo centro all’umanità senza creare “periferie”.