Il Gruppo di animazione sociale in collaborazione con i sacerdoti e dei laici rappresentanti di vari gruppi vuole raggiungere i cittadini erbesi per un dialogo aperto e libero

erba

Carissimi Cittadini,

vi raggiungiamo con questa lettera che esprime il sentire dei sacerdoti e dei laici rappresentanti dei  vari gruppi presenti nel Consiglio Pastorale Decanale del nostro territorio, per dare voce al desiderio del Cardinale Arcivescovo Angelo Scola di raggiungere tutte le realtà per un dialogo aperto e libero con le diverse anime della nostra società locale.

L’iniziativa dell’Arcivescovo dei “dialoghi di vita buona”  per tutta la Diocesi di Milano ha voluto esprimere lo slancio missionario di entrare in relazione con tutte le espressioni “dell’umano”, come ama dire lo stesso Cardinale Angelo Scola. L’Arcivescovo ha dialogato con credenti, non credenti, rappresentati delle religioni non cristiane, esperti di politica, di economia, di sociologia, con la gente tutta di ogni estrazione, e  ha voluto far comprendere come “il pensiero di Cristo” ci interessa, ci riguarda, intercetta tutte le sensibilità umane.

Anche noi, per il nostro territorio, vorremmo dare voce al proposito di incontrare tutte le “anime” dei vari ambienti, per dare fiducia, per dare una parola di vicinanza e di incoraggiamento, per sostenere la serenità del vivere quotidiano.

Per molti Comuni del nostro Decanato è prossima anche l’occasione di una tornata elettorale amministrativa e desideriamo essere accanto a chiunque sarà eletto come amministratore, perché insieme si possa discernere il momento storico che stiamo vivendo individuando alcune priorità, sulle quali approfondire riflessioni, scelte e azioni, e cooperare per realizzare convergenze etiche comuni.

Questi potrebbero essere i bisogni del nostro territorio sui quali insieme ascoltarci e confrontarci:

  1. Il lavoro e la formazione. La nostra situazione territoriale non è tragica come altrove in Italia, ma è seria, comunque. Favorire le condizioni di lavoro e creare lavoro per tutti, riteniamo sia una priorità da coltivare. Sostenere la scuola per una buona formazione è decisivo più che mai oggi, così come favorire tutte le associazioni, gli oratori e le realtà educative è determinante per esprimere il nostro essere “comunità educante” a servizio permanente delle esigenze giovanili. Non si può, a nostro avviso, lottizzare un problema come il lavoro o la formazione, perché interessa tutti. Chiediamo ai Comuni più attenzione e impegno.
  2. La casa per costruire famiglia: ci pare improrogabile aiutare le giovani coppie, e non solo, a trovare casa, agevolandole; una casa per abitare, per costruire relazioni serene, per “fare famiglia”. Anche gli anziani soli spesso vanno aiutati a trovare case idonee, perché possano essere garantite le condizioni minime di sopravvivenza, con tutti i servizi annessi e connessi alla loro relazione con gli altri. In questo senso la collaborazione con le R.S.A. del nostro territorio e le parrocchie con i “movimenti terza età” può essere preziosa. In particolare il recupero di immobili abbandonati o obsoleti in collaborazione con le tante associazioni per anziani e disabili potrebbe rappresentare una scelta strategica importante. Accanto a ciò si pone anche il problema dell’accoglienza dei profughi.
  3. Aiutare l’ambiente e vivere meglio: Papa Francesco nell’enciclica “Laudato sii” ci ha stimolato al rispetto, alla cura dell’ambiente e all’utilizzo intelligente delle risorse del territorio. Invitiamo tutti, in particolare i Comuni, a riscoprire la vocazione propria del “Parco del Lambro” e dei servizi di depurazione, a valorizzare di più la Comunità Montana, aiutandola a ridefinire le sue competenze, in collaborazione con la Regione e le Istituzioni Europee. Soprattutto, auspichiamo un’educazione più consistente dei giovani e meno giovani al valore educativo dell’ambiente e del patrimonio che ci circonda.

Insieme a queste proposte, in qualità di Chiesa locale, desideriamo offrire la disponibilità e la collaborazione di cui siamo capaci,  al fine di sostenere il vivere sereno di tutti i cittadini e le persone che abitano accanto a noi.

Nella speranza di aver dato voce alle attese presenti in ciascuno, salutiamo cordialmente tutti, augurando un buon lavoro civico e sociale!