Rassegna bibliografica

La gioia di scrivere Recensione

La gioia di scrivere

“ L’ispirazione non è privilegio esclusivo dei poeti o degli artisti. C’è, c’è stato e sempre ci sarà un gruppo di individui visitati dall’ispirazione. Sono tutti quelli che coscientemente si scelgono un lavoro e lo svolgono con passione e fantasia, Ci sono medici siffatti, ci sono pedagoghi siffatti, ci sono giardinieri siffatti e ancora un centinaio di altre professioni. Il lavoro può costituire un’ incessante avventura, se solo sanno scorgere in esso sfide sempre nuove. Malgrado le difficoltà e le sconfitte la loro curiosità non viene meno. Da un nuovo problema risolto scaturisce per loro un profumo di nuovi interrogativi. L’ispirazione , qualunque cosa sia , nasce da un incessante “non so” “. Wislawa Szymborska

Germinale Emile Zola

Germinale

“Nella pianura nuda, dentro una notte senza stelle , scura e densa come inchiostro, un uomo percorreva da solo la strada maestra tra Marchiennes e Montsou, dieci chilometri di selciato che tagliano in linea retta attraverso i campi di barbabietole. Non vedeva nemmeno dove metteva i piedi, e avvertiva la presenza dell’immenso orizzonte piatto solo per via delle folate del vento di marzo, raffiche ampie come se soffiassero sul mare, gelide per aver spazzato distese di paludi e terre brulle. Nella sua mente vuota di operaio senza lavoro e senza tetto c’era una sola idea, la speranza che col sorgere del sole il freddo si sarebbe fatto meno intenso”.

Fra me e te Recensione

Fra me e te

Marco Erba, insegnante e autore di Fra me e te, crede che in ogni ragazzo ci sia una scintilla di bellezza: «Il ruolo di noi educatori e insegnanti è risvegliare quella scintilla»

Si chiamava Annalise Marie Frank A chi non smette di porsi domande

Si chiamava Annalise Marie Frank

“Ecco la difficoltà di questi tempi: gli ideali, i sogni, le splendide speranze non sono ancora sorte in noi che già sono colpiti e completamente distrutti dalla crudele realtà. E’ un gran miracolo che io non abbia rinunciato a tutte le mie speranze perché esse sembrano assurde e inattuabili. Le conservo ancora perché continuo a credere nell’intima bontà dell’uomo” (Anna Frank)

La peste di Albert Camus Recensione

La peste di Albert Camus

“Ascoltando,, infatti, i gridi d’allegria che salivano dalla città, Rieux ricordava, che quell’allegria era sempre minacciata: lui sapeva quello che ignorava la folla, e che si può leggere nei libri, ossia che il bacillo della peste non muore né scompare mai, che può restare per decine di anni addormentato nei mobili, e nella biancheria, che aspetta pazientemente nelle camere, nelle cantine, nelle valigie, nei fazzoletti e nelle cartacce e che forse verrebbe giorno in cui, per sventura e insegnamento agli uomini, la peste avrebbe svegliato i suoi topi per mandarli a morire in una città felice”

Docat: che cosa fare? Dottrina Sociale della Chiesa

Docat: che cosa fare?

Un recente strumento pensato dalla Conferenza Episcopale Austriaca che può aiutare i giovani ad affrontare i temi della Dottrina Sociale della Chiesa in maniera accessibile a tutti

La bellezza dei legami che durano e danno senso alla vita Recensione

La bellezza dei legami che durano e danno senso alla vita

L’ultimo libro di Cinzia Sasso ci sorprende per la franchezza delle parole dell’autrice. Un testo che narra di una vita e che racconta la bellezza del matrimonio e il valore di una vita condivisa fatta anche di cose semplici

Il primo uomo di Albert Camus Recensione

Il primo uomo di Albert Camus

“ Non restava ormai che quel cuore angosciato, avido di vita, ribelle all’ordine mortale del mondo, che lo aveva accompagnato per quarant’anni e continuava a battere con la stessa forza contro il muro del segreto di ogni vita, con la volontà di andare più in là, di andare oltre, e di sapere finalmente per essere, una volta, un solo secondo, ma per sempre”.

Il popolo dell’abisso Recensione

Il popolo dell’abisso

“ Di tutti i miei libri, quello che amo di più è IL POPOLO DELL’ABISSO. Nessun altro mio libro contiene tanto del mio cuore e delle mie lacrime giovanili quanto quello dello studio della degradazione dei poveri”. Jack London