Pubblichiamo una sintesi del laboratorio di pastorale sociale del 17 aprile u.s in cui si è ragionato sul percorso che potrebbero intraprendere le comunità cristiane per avere una “impronta ecologica” più leggera di quella attuale

Silvia Negri, Gloria Mari, Giovanni Guzzi
a nome del gruppo di lavoro “Ambiente”

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A partire dalla LAUDATO SI e dalla sensibilità verso le tematiche socio ambientali, alcuni partecipanti all’incontro del 17 aprile 2016 (organizzato dalla Pastorale Sociale diocesana) si sono interrogati sulla strada che potrebbero percorrere le comunità cristiane della grande diocesi ambrosiana per avere una “impronta ecologica” più leggera di quella attuale.

Qual’è il livello di consapevolezza dell’impatto ambientale delle scelte di ogni comunità locale? Quanto ne sanno i sacerdoti e i laici impegnati nelle parrocchie dell’impatto ambientale che può avere l’organizzazione di una festa o di una vacanza? Come si può migliorare l’andamento della comunità in termini di riduzione degli sprechi e di risparmio di risorse energetiche? Forse è venuto il momento di pensarci e di suggerire modalità operative maggiormente ecocompatibili. La domanda che ha mosso il gruppo di lavoro “ambiente” è stata: quali ORIENTAMENTI pastorali possiamo fornire?

Dal confronto nel gruppo sono emersi questi punti di partenza:

1. Necessità di una educazione forte sul tema della bellezza, per riconoscerci parte della creazione e suoi custodi.

2. Maturare una consapevolezza più diffusa che i temi della custodia del creato/ambiente trovano molto consenso anche in contesti “lontani” da quelli ecclesiali, ambienti di impegno laici ma anche soggetti impegnati nel campo del dialogo interreligioso o con i non credenti.

3. Saper riconoscere il valore della tradizione, gesti semplici di sobrietà, tramandati dai nonni ai nipoti, attraverso le generazioni, ma anche il valore degli studi e delle innovazioni che consentono oggi di “risparmiare” risorse e ridurre gli sprechi del nostro attuale tenore di vita.

4. L’ottica di lavoro vincente (poiché spesso nella Chiesa non siamo esperti di queste tematiche) è nella direzione di “supportare” associazioni e gruppi che hanno più competenza ed esperienza su questi temi.

Da queste premesse è emersa una ipotesi di lavoro che qui sintetizziamo per punti a partire dalla domanda: quali AZIONI pastorali possiamo avviare su questo tema?

1. E’ opportuno chiedere alle Comunità cristiane di dare valore al mese di SETTEMBRE come MESE DEL CREATO, attivando iniziative di educazione / approfondimento, con modalità “popolari”, esempi:  festa o gita, percorso sportivo naturalistico, convegno o serate con dibattiti, proiezioni o spettacoli, altre espressioni artistiche.

2. E’ possibile chiedere alle comunità di aderire ad apposite LINEE GUIDA (da elaborare), per potersi definire COMUNITA’ SOSTENIBILI; le linee guida dovrebbero comprendere criteri relativi a:

– organizzazione e gestione di merende, cene, sagre, forniture del bar e delle scuole parrocchiali.

– organizzazione e conduzione di gite o vacanze, stanziali o itineranti, pellegrinaggi o viaggi, vicini o lontani.

Inoltre, la comunità potrebbe attivarsi per:

1. costituire un gruppo tematico che possa approfondire i temi rilevanti e proporli a tutta la comunità, tra le altre cose ad esempio potrebbe suggerire modi sempre nuovi di rinnovare il concetto di “digiuno” (modo per educare se stessi alla sobrietà e per migliorare l’ambiente).

2. individuare “delegati” della comunità che partecipino continuativamente al lavoro delle associazioni territoriali impegnate su qualche aspetto rilevante (es. Coldiretti, circoli locali di WWF e Legambiente, altre associazioni più piccole legate ai parchi o ad emergenze naturalistiche e culturali significative, oppure alla mobilità sostenibile ecc …) restituendo alla comunità il senso delle attività in corso; questo permette di fare rete e di essere “in uscita”.

3. inserire nei percorsi formativi dei vari gruppi adulti esistenti e attivi in parrocchia (gr. catechiste, gr. volontari Caritas, membri del consiglio affari economici, allenatori del gruppo sportivo, gr. liturgico, ecc …), occasioni di educazione a tema ambientale, con ricadute sul loro servizio.

 

Alla fine della giornata di studio è risultato evidente che bisogna costituire un apposito gruppo di lavoro diocesano, che possa elaborare queste linee guida per la sostenibilità delle comunità cristiane della diocesi. Forse qualcuno potrebbe farsi avanti per collaborare !!

E loro, le comunità cristiane, saranno disposte ad incamminarsi su questa strada? Si lasceranno coinvolgere in questa trasformazione culturale e operativa, che ha le sue radici nella Fede stessa che le costituisce, come Papa Francesco ci fa capire nella sua bellissima “Laudato si”?

Noi lo speriamo davvero.