Il problema dell'inquinamento atmosferico e le conseguenze sulla nostra salute

Giovanni Guzzi

inquinamento

Ogni fine anno si fa il conto, e il conto dice che – ad esempio – a Milano già a metà ottobre 2018 i superamenti consentiti dei limiti massimi di inquinamento atmosferico per il parametro PM10 delle polveri sottili (50µg/giorno) sono 41, contro i 35 totali concessi dalle leggi. È facile capire che, entro Capodanno, il limite viene sempre regolarmente superato di 2-3 volte. E non è il caso peggiore in Italia.

Per arginare il problema, quando diventa più grave perché permane consecutivamente per diversi giorni, a fatica si prendono provvedimenti che limitano la circolazione delle auto (unica fonte inquinante sulla quale si può avere qualche forma di controllo). E subito si sollevano le ben note obiezioni che non occorre qui riportare.

La più insensata è quella che invoca deroghe adducendo a scusante la conformazione geografica della Pianura Padana, dimenticando la diretta corrispondenza fra numero di malati e morti causati da questi inquinanti e le loro quantità nell’aria.

Purtroppo, finché si sta bene, non ci si pensa. Ed anche se le malattie toccano chi ci è vicino, le si considera con fatalismo. Non solo, si tira un sospiro di sollievo per il pericolo personale scampato… per questa volta!

Sono tecnico ambientale in un ente pubblico e ricevo spesso segnalazioni per problemi ambientali, realmente esistenti, che suscitano legittima preoccupazione. Però noto che riguardano sempre interventi ed azioni che si richiedono dagli altri e, giustamente, da chi deve fare rispettare le leggi.

Quando si tratta invece di mettere in discussione le proprie abitudini e comodità allora le giustificazioni abbondano. Si accampano esigenze economiche da salvaguardare, che evidentemente valgono più della vita umana. Si dice che il riscaldamento inquina più delle auto, ma chi sarebbe disponibile a spegnerlo d’inverno?

Provare a trattenere il fiato per vedere quanto tempo si resiste senza respirare è un esercizio che suggerisco sempre perché aiuta a riordinare le priorità. Dopodiché, come ci insegna la Laudato si’, la nostra coscienza dovrebbe indurci a cambiare abitudini per libera scelta e senza aspettare imposizioni.

Andare a Messa e portare i bambini alle attività parrocchiali senza l’auto, tenere più bassa la temperatura del riscaldamento ed indossare un golf in più, non acquistare nei negozi che d’inverno tengono le porte aperte sulla strada, evitare i locali che ampliano la superficie commerciale con i dehors riscaldati da stufe… Sono piccoli gesti ma, se ci proviamo, magari nel nuovo anno i limiti riusciamo a rispettarli.

Pubblicato su Campanili Verdi