I numeri aiutano a leggere il fenomeno migratorio

Walter Magnoni

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Non sempre ciò che appare è davvero reale. Ma liberarsi delle proprie percezioni non è affatto semplice. Ad esempio esistono persone che ancora oggi sono convinte che la terra sia piatta. Recentemente i “terrapiattisti” si sono ritrovati nel loro raduno mondiale ed hanno spiegato perché viaggiando in una direzione si può tornare al punto di partenza. Secondo loro, quando si arriva a una estremità si ricompare dall’altra proprio come nel gioco “Pac Man”. Questa bizzarra teoria è stata presentata da uno degli speaker durante l’incontro che si è tenuto nelle West Midlands, in Gran Bretagna. A questo evento hanno partecipato circa 200 persone e hanno preso parola nove relatori dissertando sul fatto che la terra sarebbe piatta.

Questo ci fa comprendere perché non sia semplice aiutare le persone a leggere il fenomeno migratorio. Alberto Alesina, Armando Miano e Stefanie Stantcheva hanno condotto un’indagine sull’informazione e opinione di europei e americani sugli immigrati nei loro Paesi. Il campione rappresentativo intervistato è stato di ventitremila nativi in sei nazioni tra cui l’Italia. Da quanto emerso appare come la disinformazione sia enorme.

Sul Corriere della Sera di lunedì 9 luglio un bell’articolo dal titolo “la forza dei numeri” a firma di Alberto Alesina riporta alcuni dati. I nativi pensano che gli immigrati presenti sul loro territorio siano tre volte quelli reali. Così in Italia si stima che gli stranieri siano il 30% della popolazione anche se in realtà sono poco più del 10%.

Un altro luogo comune concerne l’idea che gli immigrati siano meno istruiti e più poveri e con un minor tasso di occupazione degli italiani. Si pensa che nel nostro Paese i disoccupati stranieri ammontino al 40%, quando invece il dato corretto è attorno al 10%, percentuale che si discosta di poco da quella dei disoccupati italiani.

Importante è vedere come – cito testualmente Alisina – “non c’è alcuna evidenza in Italia di un aumento della criminalità associata all’immigrazione”. Anzi i tassi di criminalità, nel nostro Paese, stanno scendendo.

Insomma, i dati aiutano a leggere la realtà, ma è necessaria l’onestà intellettuale di chi rivede le proprie precomprensioni. Non è facile convincere chi si para dietro alle percezioni e la storia dei “terrapiattisti” ne è la prova più eclatante.