In uno dei luoghi più difficili del nostro Paese, segni di speranza partono dalla sfida culturale e del lavoro. Un libro che ci porta nel cuore delle periferie

di Walter Magnoni

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Fabrizio Valletti ha ottant’anni, ma lo spirito è quello di un giovane nel pieno del suo vigore. In questo libro ci racconta la sua esistenza appassionata, spesa soprattutto nel campo dell’educazione. Interessante notare che il suo progetto pedagogico parte dal non volere far vivere ai ragazzi l’esperienza negativa vissuta da lui nella scuola. «A scuola, da ragazzo, avevo sofferto molto, perciò, quando diventai insegnante, affinché i ragazzi che mi sarebbero stati affidati non la prendessero male quanto me, mi inventai una “scuola fuori dalla scuola, con aule senza pareti: gli alunni imparavano stando per strada, guardando cose, parlando con persone, facendo teatro e musica. Tenevo la scuola come avrei tenuto un reparto scout”».

All’inizio di questo millennio, ormai non più così giovane, p. Valletti gesuita professo dal 1970, dopo un lungo e non lineare cammino formativo, viene mandato a Scampia dove già esiste una comunità di gesuiti che vivono in questo quartiere reso famoso soprattutto da Gomorra.

Fabrizio si definisce un uomo assetato di bellezza e giustizia e si trova in uno dei quartieri più degradati dove l’illegalità pare farla da padrona. Eppure il testo ci narra di fatti poco noti all’immaginario comune: un esercito di persone che a base volontaria cerca di portare in quel territorio la cultura del lavoro, della legalità e si prodiga in mille progetti.

Il libro di Valletti ci dà uno spaccato crudo di Scampia: luogo di contraddizioni, dove la droga e la delinquenza mafiosa sembrano prevalere su tutto, ma anche luogo di speranza, fatto di persone che provano a offrire alternative valide a una vita malavitosa.

Un libro che ci fa pensare e c’illumina su tante strade possibili per costruire il bene comune.