“ L’impatto con un’umanità sofferente a causa della disoccupazione mi ha tolto progressivamente la voce. Mi sono trovato ad essere insofferente all’idea di mettermi a fare incontri sui temi del lavoro in generale perché percepivo vuoto il mio parlare. Mi è servito un tempo di silenzio fatto di ascolto di storie reali e d’impegno con altri per immaginare percorsi di ricollocamento, per riappropriarmi di una verbalità smarrita e ritornare a dire qualcosa col desiderio profondo di “ dare una mano” a chi era senza lavoro”. Don Walter Magnoni

Mara Cozzoli

Di norma, una location non è mai scelta a caso, anzi, i buoni organizzatori pensano a un luogo di prestigio: notorietà e importanza dello spazio in questione, permettono l’affluire di un maggior numero di interlocutori. Insomma, questione di “marketing” o semplicemente strategia.

Tendenzialmente, si cerca poco un nesso tra quest’ultimo e il messaggio che il contenuto proposto vuole farci giungere. Il giorno 26 Aprile 2017 è avvenuto il contrario.

Siamo ad Arcore, presso Peg Perego e proprio qui, all’interno di un ampio magazzino, tra dipendenti dell’azienda stessa, dipendenti e licenziati della “ K-flex”,  si è tenuta la tradizionale Veglia di Preghiera a sostegno del lavoro presieduta dal Cardinale Angelo Scola.

Come mai proprio in questo posto? Alla domanda Don Walter Magnoni risponde: “ La vita parte dal lavoro”.  Ed eccolo, il filo conduttore che tanto ho cercato, già, perché la ditta citata è di bambini che si occupa. Allora, tutto torna, tutto ha un senso: infanzia, maternità, vita serena e dignitosa. Lavoro e dignità. Chi mai darebbe la vita, senza la certezza di dare un futuro alla propria creatura? Al sangue del proprio sangue. Non a caso, demograficamente parlando l’Italia è a pezzi. Mi spingo oltre e penso alla posizione psicologica di una donna, di quella donna che vuole dare origine a quello che definisco “amore incondizionato”. Come può sentirsi? Fallita? Incompleta? Adesso, più che mai, tuonano forti le parole di Oriana Fallaci che in “ Lettera a un bambino mai nato” scrisse : << Essere mamma non è un mestiere, non è nemmeno un dovere: è solo un diritto tra tanti diritti>>.  Attualizzando questo breve stralcio (riferito ad altra circostanza), vedo correlate altre negazioni: generare, crescere come esseri umani e conseguentemente un ostacolo al pieno raggiungimento di una società culturalmente ed emotivamente evoluta.

Nel corso della serata, a distanza di tempo, Michele morto suicida per via del precariato ha preso nuovamente voce attraverso Stefano Orlandi: autentici e interminabili momenti di potente ed empatica poesia  In quella lettera comparsa su tutti i giornali, Michele ci mandò a dire” Dentro di me non c’era caos. Dentro di me c’era ordine. Questa generazione si vendica di un furto, il furto della felicità. Chiedo scusa a tutti i miei amici. Non odiatemi. Grazie per i bei momenti insieme, siete tutti migliori di me. Questo non è un insulto alle mie origini, ma un’accusa di alto tradimento. Ho resistito finché ho potuto”.  Fragilità? No, lucida e consapevole disperazione, un abisso creatosi tra lui e i suoi sogni. Tra mancanze, furti e privazioni, dalla vulcanica dolcezza di Angelo Scola, arriva l’immagine  di un Paese che non molla, ragiona e ancora funziona : <<Ma stasera dove sono i giovani? Purtroppo li ho contati e non arrivano alle dita di due mani. Abbiamo relazioni con loro? Abbiamo uno stile che mobiliti le loro energie e che non sia paternalistico o assistenziale?>>. Continua <<Non basta più lamentarsi: bisogna essere creativi, intelligenti, geniali, dobbiamo avere speranza. Il che non significa non esigere giustizia, uguaglianza, ridistribuzione delle risorse, ma dare alla questione dei diritti e della giustizia la giusta fisionomia li rende realisticamente realizzabili. Nel lavoro come negli affetti vi è di mezzo tutto il nostro io>> Davide Maggi, docente di economia anch’egli intervenuto, sottolinea come il fermo dovuto a lunghi periodi di inattività cagiona perdita nella capacità lavorativa.
Il fattore cultura non è mancato. Tra i tanti testi proposti cito una piccola parte del Libro di Geremia,  metafora del periodo storico in cui momentaneamente navighiamo : “ Costruite case, città , piantate orti e mangiatene i frutti.. Cercate il benessere del paese in cui vi ho fatto deportare, e pregate per esso il Signore, perché dal benessere suo dipende il vostro. Così dice il Signore degli eserciti, Dio d’ Israele: Non vi traggano in errore i profeti che sono in mezzo a voi e i vostri indovini; non date retta ai sogni che essi sognano, perché falsamente profetizzano nel mio nome: io non li ho invitati”.

Infine, Laudato Sì, Enciclica sulla cura della casa comune di Papa Francesco, uomo simboleggiante energia e rivoluzione : “ Perché continui ad essere possibile offrire occupazione, è indispensabile promuovere promuovere un’economia che favorisca la diversificazione produttiva e la creatività imprenditoriale. L’attività imprenditoriale, che è una nobile vocazione orientata a produrre ricchezza e a migliorare il mondo per tutti, può essere un modo molto fecondo per promuovere la regione in cui colloca la sua attività, soprattutto se comprende che la creazione di posti di lavoro è parte imprescindibile del suo servizio al bene comune”.

Chiamatela Veglia di Preghiera o se preferite Conferenza. Dal canto mio, ciò che risulta essere la più grave Piaga del Paese è stata affrontata con serietà, professionalità, poesia e umanità.