La Chiesa ambrosiana celebra la 26ma Giornata della Solidarietà, appuntamento che conserva tutta la sua attualità anche in questo periodo storico. Sabato 20 gennaio Convegno della vigilia presso il Centro Pastorale Ambrosiano S. Pietro – Via S. Carlo, 2 – Seveso

Questa Giornata potrebbe essere un’occasione propizia per riprendere quanto emerso dalla recente Settimana Sociale dei cattolici italiani, svoltasi a Cagliari del 26 al 29 ottobre 2017.

Per la terza volta da quando si svolgono le Settimane Sociali è stato posto quale tema centrale il lavoro.

“Il lavoro che vogliamo: libero, creativo, partecipativo e solidale”. Questo il titolo scelto per i giorni di Cagliari. Quattro momenti hanno scandito questo importante appuntamento ecclesiale: la denuncia, l’ascolto e la narrazione, le buone pratiche e la proposta.

Un metodo che ha richiesto di osservare sul territorio quanto già di buono si sta attuando per farlo conoscere e offrire suggerimenti a chi immagina azioni per sostenere il lavoro.

Sono state selezionate 400 buone pratiche che costituiscono una base di partenza per un lavoro da continuare ancora. Infatti, a oggi il numero delle buone pratiche è in continua crescita.

Per questa Giornata della solidarietà potrebbe essere interessante provare a immaginare, nel piccolo, qualcosa di analogo.

Primo spunto: esiste sul vostro territorio un “cattivo lavoro”, ovvero situazioni critiche che hanno bisogno di essere sanate. Sono talora “peccati sociali” da denunciare e di cui pentirci. Avere il coraggio di far riflettere su quei lavori non dignitosi, dove si attuano forme di sfruttamento o si lucra sulla fragilità delle persone, potrebbe essere un primo passo. Pensiamo anche a tutto il gioco d’azzardo che c’è in Italia e che vale molti miliardi, ma le conseguenze degenerano facilmente nella ludopatia – piaga sociale in netto aumento – che poi ha dei costi sulle famiglie e sulla società intera.

Secondo spunto: potrebbe essere lodevole raccontare qualche situazione virtuosa esistente. Perché le buone pratiche hanno un valore esemplare, vanno fatte circolare e rilanciate per rompere quella cappa d’impotenza che sembra talvolta avere la meglio sulla volontà di risollevarsi. Esistono esperienze positive di lavoro che permettono alle persone di vivere bene. Vanno segnalate come buone pratiche quelle che creano nuovi posti di lavoro o attività imprenditoriale; forme di solidarietà e di sostegno a chi non ha lavoro; esperienze formative o di alternanza scuola-lavoro innovative; mobilitazione di risorse latenti presenti nel territorio a favore del lavoro.

Terzo spunto: con la Giornata della Solidarietà si potrebbe lanciare il percorso in preparazione della cosiddetta “Lettera alla città”, ovvero un processo immaginato come momento di riflessione e discernimento comunitario per giungere a identificare alcune priorità importanti per il nostro tempo. Questo potrebbe aprire spazi di “proposta” dove identificare delle azioni magari da attivare in sinergia con le istituzioni e le associazioni di volontariato presenti sul territorio.

 

Il Fondo di solidarietà

 Le offerte della Giornata della solidarietà vengono devolute al prezioso “Fondo di solidarietà” che la Diocesi utilizza, in accordo con il servizio Siloe, per aiutare le persone nel reinserimento lavorativo.

I soldi che confluiscono in questo fondo vengono poi spesi per superare gli ostacoli pratici in vista di una ricollocazione lavorativa. Quest’anno abbiamo potuto aiutare molte persone, ma il numero degli interventi potrebbe essere maggiore se le parrocchie fossero più generose.

 

Per devolvere a favore del fondo di solidarietà:

cod. Iban I T 2 2 I 0 5 2 1 6 0 1 6 3 1 0 0 0 0 0 0 0 7 1 6 0 1

Conto Arcidiocesi di Milano
Credito Valtellinese
Causale: Fondo di solidarietà