Giovedì 26 aprile alle 18 all'Auditorium Levi di Milano veglia di preghiera per il lavoro presieduta dall’Arcivescovo di Milano

Walter Magnoni

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Giacomo, diplomato da qualche mese ha avuto un’offerta di lavoro, ma la retribuzione che gli offrono – tolte le spese di viaggio – è davvero ai limiti dello sfruttamento. Purtroppo quella di Giacomo è la condizione di molti. Entrare nel mondo del lavoro continua a rimanere per tanti giovani uno scoglio non semplice. A questa fatica si collegano le grandi pagine della vita di ogni persona, in primis il poter costruire una famiglia e avere dei figli.

Nell’ultima Giornata della solidarietà avevamo iniziato a tematizzare la grossa questione del rapporto tra giovani e lavoro, nella Veglia di quest’anno l’intento è proprio quello di continuare a dare spunti di riflessione insieme a momenti di preghiera.

Come da tradizione ci avvarremo della presenza di due attori teatrali che faranno da “conduttori” in un percorso che si articola in tre tappe: la provocazione, la proposta e l’invocazione.

Inizieremo da qualche domanda, anche a partire dall’osservazione della realtà. Le seconda parte proverà, attraverso la presenza di testimoni, a rispondere agli interrogativi posti. Tra questi c’è anche quello del ruolo che la Chiesa può e deve svolgere per accompagnare i giovani nel mondo del lavoro.

Infine, dopo l’intervento dell’Arcivescovo Mario Delpini, ci saranno delle invocazioni e un mandato ai partecipanti.

La scelta di svolgere la Veglia alle 18 anziché dopo cena è stata pensata per favorire la partecipazione soprattutto degli studenti.

Pregare per il lavoro rimane un compito fondamentale per ogni cristiano. Farlo almeno una volta all’anno insieme all’Arcivescovo è solo un segno che richiama come nella quotidianità – tra le varie necessità – non può mancare l’orazione per chi è precario o senza un lavoro.