Rassegna bibliografica

Addio alle Armi di Ernest Hemingway

Addio alle Armi di Ernest Hemingway

Addio alle Armi rappresenta il più celebre romanzo di Ernest Hemingway, basato sull’esperienza personale dell’autore stesso arruolatosi come volontario nei servizi autoambulanze, e successivamente inviato sul fronte italiano

Viaggio dunque sono Recensione

Viaggio dunque sono

Nella letteratura il tema del viaggio, del viaggiatore, dei viaggianti, è vastissimo

Le labbra del tempo Eduardo Galeano

Le labbra del tempo

“ Siamo fatti di tempo./ Siamo i suoi piedi e le sue labbra./ I piedi del tempo camminano nei nostri piedi./Prima o poi, si sa, i venti del tempo cancellano le tracce./ Traversata del nulla, passi di nessuno?/ Le labbra del tempo raccontano il viaggio”.

«Il nostro papà con gli alamari» Recensione

«Il nostro papà con gli alamari»

«Ho pensato – dice Simona Dalla Chiesa – fosse giusto restituire un’immagine completa di mio padre che, sotto la divisa, aveva un mondo intenso di affetti e sentimenti. Un modo per fare capire, anche ai più giovani, che cosa significa vivere con coerenza determinati valori, nell’aspetto pubblico come in quello privato»

Trovare nuove rotte Recensione

Trovare nuove rotte

Esce per San Paolo il volume dello psichiatra e psicoterapeuta Sergio Astori dal titolo: Resilienza. Delicato e limpido, introduce a una virtù personale e civile: offre spaccati, trascrive conversazioni, evoca passaggi clinici, indica figure storiche, sempre con un perché.

TU, MIO di Erri De Luca Recensione

TU, MIO di Erri De Luca

“ Ci si innamora così, cercando nella persona amata il punto a nessuno rivelato, che è dato solo a chi scruta, ascolta con amore. Ci si innamora da vicino ma non troppo, ci si innamora da un angolo acuto un poco in disparte in una stanza, presso una tavolata, seduto sui gradini mentre gli altri ballano”

“BIanNARIO” di Nicoletta Magnani

“BIanNARIO” di Nicoletta Magnani

Un libro edito a fine dicembre dello scorso anno dalla casa Editrice Robin Edizioni che raccoglie centotrentasette “piccoli scritti quotidiani” a cavallo tra il 2000 e il 2001

Le Dernier Jour d’un Condamné. Un gesto poetico-politico Victor Hugo

Le Dernier Jour d’un Condamné. Un gesto poetico-politico

“ Ora sono in gabbia. Il mio corpo è rinchiuso in una cella, la mia mente imprigionata in un’idea. Un’idea cruenta, implacabile! Ho un unico pensiero, un’unica convinzione, un’unica certezza: condannato a morte! Qualunque cosa faccia, è sempre lì, quel pensiero infernale, come uno spettro di piombo che mi sta a fianco, solitario e geloso, scacciando ogni distrazione, a tu per tu con me, miserabile, scrollandomi con le sue mani gelide quando voglio voltare la testa dall’altra parte o chiudere gli occhi. Si insinua in tutte le forme ovunque la mia mente provi a sfuggirgli, si intromette come un ritornello orribile in tutte le frasi che mi vengono rivolte, si aggrappa insieme a me, alle squallide sbarre della mia cella, mi ossessiona da sveglio, spia il mio sonno convulso e riappare nei miei sogni sotto forma di lama”.